Romania: Iasi, 140 anni del seminario diocesano. Mons. Paulet: “Tradizione viva, una staffetta non un museo”

Con l’inizio di un nuovo anno accademico, il 1° ottobre, il seminario teologico della diocesi di Iasi in Romania ha ricordato anche 140 anni dalla fondazione e 70 anni dalla riapertura. All’inizio della messa presieduta, nella cappella del seminario, da mons. Iosif Paulet, vescovo di Iasi, il rettore don Stefan Lupu ha invitato gli studenti e i professori a mettere il nuovo anno accademico sotto il segno della gratitudine e della speranza, perché “Dio e i santi patroni de seminario facciano battere sempre il cuore della diocesi”. A sua volta, il vescovo ha raccomandato ai seminaristi un programma spirituale sintetizzato nelle parole semplicità, fiducia e servizio, e ha augurato loro di “crescere nella sapienza, ma anche nell’umiltà”. Inoltre, ricordando che lungo gli anni il seminario ha dato alla Chiesa più di 800 sacerdoti, mons. Paulet ha invitato i seminaristi a riflettere su cosa faranno, a loro volta, con la formazione ricevuta: “Il seminario è una tradizione viva – ha detto –, una staffetta, non un museo”. Il seminario della diocesi di Iasi è stato fondato nel 1886 da un francescano italiano, Nicola Giuseppe Camilli, missionario in Romania, diventato nel 1884 vescovo di Iasi. Chiuso nel 1948 dal regime comunista, l’istituto – che prepara sacerdoti anche per l’arcidiocesi di Bucarest – è stato riaperto nel 1956. Dal 1995 è affiliato all’Università lateranense di Roma. Nell’anno universitario 2026-2027 sono iscritti 52 seminaristi.

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