Calano i tassi di omicidio nel mondo, ma la criminalità organizzata cresce e diversifica le proprie attività, spostandosi verso mercati transnazionali, frodi digitali e sfruttamento delle risorse naturali. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Crime and Justice in a Changing World”, elaborato dall’Istituto interregionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (Unicri) e presentato al 15° Congresso Onu sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale, in corso ad Abu Dhabi. Secondo lo studio, il tasso globale di omicidi è sceso da 5,9 ogni 100mila abitanti nel 2015 a 5,2 nel 2023 e, mantenendo le tendenze attuali, potrebbe diminuire del 25% tra il 2015 e il 2030. Restano tuttavia livelli elevati in America Latina e Caraibi e nell’Africa subsahariana, aree che complessivamente registrano circa due terzi delle vittime di omicidio nel mondo e dove la violenza è spesso legata a gruppi criminali organizzati. Il rapporto evidenzia una trasformazione dei modelli criminali: le reti si inseriscono sempre più nelle economie legali, dal traffico di droga all’agricoltura, dall’estrazione mineraria alla pesca, fino alla criminalità informatica. In alcune aree del Sud-est asiatico, le cosiddette “fabbriche delle truffe” gestiscono frodi online e traffico di persone. L’intelligenza artificiale generativa e i servizi criminali disponibili online abbassano inoltre le barriere tecnologiche. Una rilevazione citata dal rapporto indica che il 57% degli adulti in 42 Paesi ha subito una truffa nell’ultimo anno. L’Onu richiama infine la necessità di rafforzare cooperazione internazionale, ricerca e strumenti di prevenzione, nel rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani.