Nuovo ostacolo alla risposta all’epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo: un centro di transito per i pazienti destinati alle strutture di cura è andato distrutto da un incendio nel campo di Kigonze, nella provincia orientale dell’Ituri. Il campo, che ospitava circa 19 mila persone fuggite dalle violenze, è ora abbandonato dopo l’esodo di migliaia di residenti seguito a notizie della presenza di militari e a episodi di spari. “Quando perdiamo un centro, perdiamo capacità, investimenti e dobbiamo ricominciare”, ha spiegato Julien Harneis, responsabile della risposta Onu all’Ebola nella Repubblica democratica del Congo, sottolineando che soprattutto viene meno l’accesso alle cure per chi ne ha bisogno. Le violenze stanno inoltre ostacolando l’intervento sanitario e l’accesso umanitario in diverse aree dell’Ituri, ritardando il trasporto dei campioni di laboratorio e il trasferimento dei pazienti confermati. Secondo l’Onu, dall’inizio dell’attuale epidemia sono stati confermati oltre 8.000 casi e circa 4.000 decessi in 7 province. L’Ituri resta l’epicentro, mentre anche nel vicino Nord Kivu due operatori impegnati nella risposta all’Ebola sono stati uccisi. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala la necessità di aumentare rapidamente la capacità di intervento sia nelle aree dove la trasmissione è intensa sia nei nuovi focolai. Sono stati incrementati i posti letto e le squadre impegnate nelle sepolture sicure e dignitose, ma servono oltre 1.400 operatori sanitari aggiuntivi per sostenere l’espansione delle strutture. L’attuale epidemia, causata dal virus Bundibugyo, è indicata dall’Onu come la più estesa e letale nella Repubblica democratica del Congo.