Nonviolenza: Rete Italia Pace e Disarmo, “si investi in vere istituzioni di pace, disarmate e disarmanti”

Il 2 ottobre, giorno della nascita di Mohandas K. Gandhi, le Nazioni Unite celebrano la Giornata internazionale della nonviolenza. “Per la Rete Italiana Pace e Disarmo – si legge in un comunicato diffuso oggi – non è una ricorrenza rituale: la nonviolenza politica è da sempre la stella polare delle nostre azioni e campagne, e la strada concreta per costruire la pace attraverso il disarmo”. “In un tempo segnato da guerre, riarmo e crescente militarizzazione della società, ribadiamo una convinzione che ci accompagna fin dalla nascita: ogni trasformazione positiva verso la pace deve passare per una politica nonviolenta. Non una testimonianza ideale né un auspicio generico, ma uno stile di azione concreto ed efficace, fatto di organizzazione dal basso, resistenza civile, costruzione di alternative, diplomazia e cooperazione”. La Rete ricorda che lo scorso 25 settembre, insieme a Cnesc (Conferenza nazionale Enti per il servizio civile) e Sbilanciamoci! Sono state depositate in Senato 57.136 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, “ben oltre il quorum di 50.000”. Si tratta di “un risultato storico, ottenuto nonostante le difficoltà iniziali e il silenzio dei grandi media, grazie all’impegno di gruppi locali, associazioni ed enti di servizio civile in tutto il Paese”. La Rete rilancia oggi la proposta di “riconoscere la difesa civile, non armata e nonviolenta come componente autonoma del sistema di difesa e sicurezza della Repubblica, con l’istituzione di un Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio che coordini Corpi civili di pace, Servizio civile universale, Protezione civile e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo: vere istituzioni di pace, disarmate e disarmanti”. Dopo la consegna delle firme in Senato le associazioni chiedono che il testo sia discusso e portato al voto, e rilanciato nelle città e nei territori, per “far conoscere un’idea ancora poco nota ma sempre più necessaria, in alternativa a percorsi militari che non hanno garantito sicurezza né nel mondo né nei conflitti in corso”. “Nel giorno di Gandhi rinnoviamo l’impegno: costruire la pace con mezzi di pace, ogni giorno”, conclude la nota.

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