“Dona la pace”. Sulle note del celebre canto di Taizé, questa invocazione è risuonata al termine di ogni decina del Rosario nella preghiera guidata dal vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni in Cattedrale nel pomeriggio di ieri. Una data e un orario non casuali: anche la Chiesa cremonese, infatti, si è voluta unire spiritualmente a Papa Leone XIV che, proprio negli stessi momenti, presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, stava pregando il Rosario per la pace insieme a centinaia di bambini e ragazzi. Per questo il vescovo ha voluto convocare in Cattedrale proprio i più piccoli. C’erano alcune classi delle scuole paritarie con i propri insegnanti, c’erano gruppi dell’iniziazione cristiana con catechiste e i vicari, c’erano famiglie, bambini con genitori o i nonni, e c’era anche chi ha voluto unirsi a questo momento di preghiera per la pace. È stato lo stesso vescovo a regalare a tutti i bambini che entravano in cattedrale la coroncina missionaria, quella con i grani colorati. Ogni mistero una scena da meditare; un colore; un continente. Con l’Annunciazione il giallo, che ha portato a guardare all’Asia. Mons. Napolioni ha ricordato ai bambini quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Terra Santa, prima di elencare i conflitti che coinvolgono Afganistan, Myanmar, Filippine, Pakistan e Thailandia. L’azzurro ha condotto poi idealmente in Oceania, meditando la nascita di Gesù. Poi il bianco e l’Europa: “il continente dai capelli bianchi”, mons. Napolioni – secondo quanto riferisce il sito diocesano – ha detto che per meditare la Croce di Gesù ha chiamato proprio i nonni presenti a recitate le decine, auspicando che proprio il vecchio continente, dove le guerre non mancano, sappia essere maestro di pace. Quindi il rosso, la Pasqua e le Americhe. Mons. Napolioni ha ricordato le guerre con ribelli e i cartelli della droga nel continente dove più si costruiscono armi, ma che deve invece raccontare storie cui guardare con fiducia. Da ultimo il mistero della Gloria di Dio, con il colore verde a richiamare l’Africa, il continente “più misterioso e affascinante”, “più povero e più sfruttato”, insanguinato da tanti conflitti (coinvolgendo 31 Stati e 310 tra milizie e gruppi terroristici), ma anche “con più voglia di crescere”. Mons. Napolioni ha richiamato l’Africa come “serbatoio per il futuro del mondo”, da “far crescere e custodire”. È stata una preghiera semplice, in cui i ragazzi sono stati i protagonisti nell’accompagnare il vescovo a scandire le Ave Maria, “non senza l’emozione del microfono portato tra i banchi proprio dal vescovo”. Insieme alla benedizione finale dal vescovo anche un compito per tutti i bambini e i ragazzi presenti: mettersi “in cammino con Maria, per essere testimoni di pace nella nostra vita”, ha concluso monsignor Napolioni dopo aver recitato la preghiera per la pace di Papa Leone.