“Ogni giorno passano sulle nostre scrivanie numeri, bilanci, contratti, richieste, progetti. Sono cose necessarie, che richiedono competenza e rigore. Ma tutte queste cose riguardano persone”. Lo ha ricordato questa mattina, nella festa dei Santi Angeli Custodi, il patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, celebrando la messa di ringraziamento per Sami El-Yousef, che conclude il suo servizio come amministratore del Patriarcato latino, e per l’ingresso del nuovo amministratore, Johnny Zeidan. “Anche chi ha il compito di prendersi cura degli altri ha bisogno di essere custodito – ha spiegato –. Chi porta una responsabilità conosce bene il peso delle decisioni, la distanza tra i bisogni e le possibilità, la fatica di trovare una strada quando tutte le soluzioni sembrano insufficienti”. Richiamando il Vangelo del bambino posto da Gesù al centro della comunità, Pizzaballa ha invitato a non perdere mai di vista il volto concreto delle persone: “Una voce di bilancio può significare la possibilità per un ragazzo di continuare a studiare; uno stipendio pagato significa sicurezza per una famiglia; un edificio mantenuto bene permette a una comunità di incontrarsi; un aiuto giunto in tempo può restituire a qualcuno la forza di andare avanti”. Da qui la domanda che, secondo il patriarca, deve accompagnare ogni scelta amministrativa: “Chi stiamo mettendo al centro delle nostre decisioni? Riusciamo ancora a vedere il volto delle persone dentro le pratiche che dobbiamo esaminare?”. Per il cardinale, la qualità del servizio si misura anzitutto nell’attenzione alle persone e ai dettagli del lavoro quotidiano: “La risposta si costruisce nel lavoro quotidiano. Nella cura con cui si verifica un conto, nella correttezza di una procedura, nell’ascolto di una richiesta, nella pazienza di spiegare una decisione. Anche nel coraggio di dire un no necessario, assumendosene la responsabilità e rispettando la dignità di chi lo riceve”. “Amministrare i beni della Chiesa appartiene alla sua missione – ha poi rimarcato Pizzaballa –. Le risorse che ci vengono affidate portano con sé il sacrificio di chi le offre e l’attesa di chi ne ha bisogno. La trasparenza, la giustizia e la competenza sono modi concreti di onorare questa fiducia. Attraverso di esse passa anche la credibilità della nostra testimonianza”. Rivolgendosi a Zeidan, chiamato a guidare l’amministrazione patriarcale, il patriarca ha raccomandato di mantenere uno sguardo attento soprattutto verso i più fragili: “Abbi cura anche delle necessità meno visibili, di chi fatica a esprimersi, di chi non sa a quale porta bussare”. E ancora: “Un’amministrazione vive della fiducia che si costruisce al suo interno, della chiarezza delle responsabilità, della possibilità di parlarsi con franchezza e rispetto”. Concludendo, Pizzaballa ha indicato il criterio ultimo di ogni responsabilità ecclesiale: “Riconoscere il valore di ogni persona affidata, anche solo per un tratto, alla nostra responsabilità”, chiedendo al Signore di “insegnare anche a noi a prenderci cura gli uni degli altri, perché nel lavoro quotidiano delle nostre mani possa farsi vicina la sua fedeltà”.