“L’arte, come un’antenna, intercetta le grandi domande del cuore umano – a volte simili a un grido, più spesso a un sussurro – e le rende udibili, visibili, condivisibili”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza gli artisti e i curatori dell’incontro “L’arte della possibilità: tessere insieme” promosso dal Dicastero per la cultura e l’educazione, ha citato Sant’Agostino per ricordare che l’arte, “quando è autentica, è animata dall’inquietudine del cuore umano in cerca della verità”. “La Chiesa non ha mai considerato l’arte un accessorio”, ha spiegato Leone XIV: “Per la Chiesa l’arte è un fondamentale luogo di ascolto, dove lasciarsi istruire sulle aspirazioni e sulle ferite dell’umanità, sulla sua sete di bellezza, di giustizia e di pace, sulla sua ricerca di senso”. “Viviamo nell’epoca dei motori di ricerca, che in un secondo ci offrono migliaia di risposte”, l’analisi del Pontefice: “Ma essi, per quanto potenti, restituiscono ciò che già esiste, e tendono a darci ciò che già vogliamo”. “Nell’età della tecnica e del consumo il grande pericolo non è più soltanto la censura, ma l’appiattimento; non solo il silenzio imposto, ma il rumore che rende impossibile ascoltare”, ha denunciato il Papa: “L’arte è un altro genere di motore di ricerca. Non procede per indicizzazione, ma per interrogazione. La sua domanda è un’attenzione tesa, che non si accontenta della mera somma dei fatti, perché non smette di scavare più in profondità, cercando la trama che li unisce”.