Anche gli studenti con disabilità certificata iscritti alle scuole paritarie – dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – verranno finalmente inclusi, accanto a quelli delle statali, nel nuovo riparto delle risorse Asacom destinate ai Comuni per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Si tratta di 160 milioni di euro per ciascuna annualità del triennio 2026-2028, rivolti a circa 268mila studenti tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
La novità arriva dopo che, nei riparti degli anni precedenti, gli alunni con disabilità delle scuole paritarie non venivano conteggiati. Un’esclusione già sollevata da diverse associazioni, tra le quali Fism, la Federazione italiana scuole materne, che in Italia è punto di riferimento per circa 9.000 realtà educative frequentate da circa 500.000 bambini, di cui oltre 10.000 con disabilità certificata.
Per Simonetta Rubinato, membro di presidenza Fism nazionale con delega al sistema integrato Zero-Sei anni, si tratta di un riconoscimento atteso: “Insieme ad Anci abbiamo più volte sollevato l’ingiusta esclusione dei bambini con disabilità accolti nelle scuole paritarie, comunali e private. Finalmente viene riconosciuto il diritto anche di questi bambini a essere destinatari di risorse per il potenziamento della loro assistenza, e potranno quindi accedere alle risorse del Fondo nazionale, per il tramite dei Comuni di residenza, per un importo di circa 600 euro pro capite”.
In una nota anche il presidente nazionale della Fism, Luca Iemmi, ha espresso soddisfazione: “Abbiamo ottenuto un risultato che chiedevamo da tempo. È stato riconosciuto l’importante ruolo delle scuole paritarie nel nostro Paese ed è stato compiuto un passo verso il superamento di una disparità inaccettabile per gli alunni con disabilità delle nostre scuole dell’infanzia”. La novità si inserisce nel quadro dell’intesa raggiunta ieri in Conferenza unificata. Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha sottolineato il rafforzamento delle risorse stanziate, non solo per i Comuni ma anche alle regioni: “Un ulteriore passo avanti per garantire il diritto allo studio e l’inclusione degli studenti con disabilità”.