È iniziata ieri, con la partecipazione di Papa Leone XIV alla Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, la settimana mondiale di preghiera promossa dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) nell’ambito dell’iniziativa internazionale “Un milione di bambini recita il Rosario”. Insieme a centinaia di bambini provenienti da diversi Paesi, il Pontefice ha recitato il Rosario per la pace, affidando in particolare alla preghiera i minori che vivono in contesti segnati da guerre e violenze. Prima della recita del Rosario, Leone XIV ha ringraziato espressamente Acs “per aver promosso questa iniziativa e per il grande lavoro che svolge”, invitando tutti a chiedere un dono speciale: “La pace per tutti i bambini del mondo, soprattutto per quelli che vivono dove c’è la guerra”. La campagna, in programma dal 1° al 7 ottobre, coinvolge famiglie, scuole, parrocchie e comunità cristiane di ogni continente in un’unica catena di preghiera. I numeri registrati nelle prime ore testimoniano la dimensione globale dell’iniziativa. Alle 1° ottobre risultavano già registrate online 313.938 preghiere provenienti da 94 Paesi. Un dato che, spiegano gli organizzatori, rappresenta soltanto una parte della partecipazione effettiva, poiché molte comunità aderiscono senza effettuare la registrazione, soprattutto nelle aree del mondo dove l’accesso a Internet è limitato o assente. Tra i Paesi che hanno già aderito figurano realtà molto diverse tra loro, dalla Finlandia alla Sierra Leone, dal Sudafrica al Giappone, dall’Indonesia al Bangladesh, accanto a nazioni tradizionalmente molto partecipi come Brasile, Polonia, India, Filippine e Ucraina. Ad accogliere il pontefice è stato il card. Kurt Koch, che ha ricordato il significato dell’iniziativa: aiutare i bambini a scoprire che anche loro possono portare a Gesù, insieme a Maria, “le sofferenze del mondo”. Attraverso video e testimonianze, i giovani partecipanti sono stati accompagnati alla conoscenza di alcune delle principali realtà affidate alla preghiera: l’Ucraina, la Terra Santa e il Medio Oriente, il Pakistan, il Sud Sudan, il Venezuela e Cuba. Nel suo intervento, il cardinale ha richiamato in particolare i bambini ucraini e tutte le vittime della guerra, le famiglie costrette a lasciare le loro case in Siria, Libano e Terra Santa, i cristiani perseguitati in Pakistan, il cammino di riconciliazione in Sud Sudan e le difficoltà vissute dalle famiglie di Cuba e Venezuela.