Salute materna: Iss, in Italia si dimezza il ricorso all’isterectomia del peripartum, esperti da 20 Paesi a confronto sulle cure

Fra le complicanze del parto sono in netto calo negli ultimi dieci anni le isterectomie, uno dei principali rischi delle emorragie post partum, ma resta comunque un intervento che coinvolge centinaia di donne, così come la re-laparotomia dopo taglio cesareo. Anche i casi di cardiomiopatia si confermano rari ma di particolare rilevanza clinica, con le malattie cardiovascolari che restano una delle principali cause di morte materna indiretta in Italia e negli altri Paesi ad alto reddito. La fotografia viene dall’Inoss–Itoss International Meeting “Maternal health between evidence, health systems and care practices”, organizzato oggi, venerdì 2 ottobre, dalla sorveglianza Itoss del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità e dall’International Network of Obstetric Survey Systems (Inoss). L’incontro ha riunito ricercatori, clinici, professionisti della sanità pubblica ed esperti provenienti da Paesi a basso, medio e alto reddito, con l’obiettivo di favorire il confronto tra metodologie, risultati della ricerca ed esperienze maturate in contesti sanitari differenti. “La salute materna continua a rappresentare una priorità di salute pubblica anche nei sistemi sanitari più avanzati – sottolinea Serena Donati, direttrice del reparto Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Iss, presidente di Inoss e responsabile scientifica di Itoss -. Lo studio delle complicanze materne gravi e i decessi potenzialmente prevenibili offre importanti opportunità per comprendere dove e come sia possibile intervenire per migliorare la qualità dell’assistenza e gli esiti di salute. Pertanto, la disponibilità di dati affidabili e confrontabili rappresenta una condizione essenziale per identificare le criticità, orientare la ricerca e valutare gli interventi”.
Durante il convegno sono stati presentati i risultati di un ampio studio caso-controllo di popolazione che tra il 2024 e il 2026 ha coinvolto 376 punti nascita italiani, con una copertura del 98% dei nati a livello nazionale. Tra i risultati più significativi vi sono quelli relativi all’isterectomia peripartum, un intervento salvavita che prevede l’asportazione chirurgica dell’utero e che può rendersi necessario in caso di emorragie ostetriche gravi. Nel corso dei due anni di studio sono stati prospetticamente segnalati 384 casi, pari a un tasso di 5,6 interventi ogni 10.000 parti. Il dato presenta differenze per area geografica con 4,8 casi per 10.000 parti al Nord, 5,0 al Centro e 7,3 al Sud. L’emorragia rappresenta di gran lunga la principale indicazione all’intervento, essendo responsabile del 90,7% dei casi. La gravità dei quadri clinici emerge anche dagli esiti: il 14% delle donne sottoposte a isterectomia ha sviluppato una grave morbosità materna, il 55% è stato ricoverato in terapia intensiva e si sono registrati 3 decessi materni. Il confronto con il precedente studio Itoss sull’isterectomia, condotto dieci anni fa, mostra un importante miglioramento: il tasso si è quasi dimezzato, passando da 10,9 a 5,7 interventi ogni 10.000 parti.

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