“La vostra arte, quando resiste all’appiattimento, quando rallenta lo sguardo, quando costringe a sostare davanti a ciò che non si lascia consumare, è una forma di rigenerazione culturale e spirituale”. Lo ha affermato il Papa, che ricevendo in udienza gli artisti e i curatori dell’incontro “L’arte della possibilità: tessere insieme” promosso dal Dicastero per la cultura e l’educazione, ha fatto sue, citandole, le parole di Paolo VI agli artisti, definite “una pietra miliare”: “Noi abbiamo bisogno di voi. Il nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione. Perché, come sapete, il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione, che travasa il mondo invisibile in formule accessibili, intelligibili, voi siete maestri”. “Anch’io oggi vi dico: la Chiesa ha bisogno di voi”, ha esclamato Leone XIV: “In modo particolare in quest’era dell’intelligenza artificiale, nel quale diventa urgente distinguere l’arte umana da ciò che viene prodotto dalle macchine”. “C’è una differenza ontologica, prima ancora che estetica, tra l’arte e ciò che una macchina può generare per calcolo statistico a partire da milioni di immagini altrui”, ha spiegato il Pontefice: “Agli algoritmi manca la scintilla dell’umano”, mentre “la cultura e l’arte, quando sono autentiche, custodiscono questa scintilla”. Per tutto questo, ha concluso il Papa, “la Chiesa desidera rinnovare con gli artisti e con le istituzioni culturali un’alleanza: un’alleanza per custodire l’umano”.