Popolazione civile esposta a lanci di granate da parte di droni, nel mezzo di una festa patronale. Accade, in questi giorni, in Colombia, nel sud del dipartimento occidentale del Chocó, peraltro pesantemente colpito dal terremoto dello scorso 10 agosto. A lanciare l’allarme la diocesi di Istmina-Tadó, che rivolge un appello urgente per fermare l’escalation di violenza che negli ultimi giorni ha colpito diversi comuni della subregione del San Juan. La situazione si è aggravata mercoledì 30 settembre a Nóvita, dove, intorno alle 10 del mattino, mentre la comunità si disponeva a iniziare la celebrazione dell’Eucaristia in occasione della festa patronale di san Girolamo, si è registrato un attacco contro la stazione di Polizia mediante droni e armi a lungo raggio, per fortuna senza registrare vittime.
Ieri, da Nóvita, dove si è recato per manifestare vicinanza alla popolazione, mons. Mario de Jesús Álvarez Gómez, vescovo di Istmina-Tadó, ha espresso, attraverso un video, la sua preoccupazione per ciò che sta accadendo nella regione e ha chiesto ai gruppi armati di fermare le azioni che stanno colpendo direttamente le comunità. Ha inoltre chiesto al Governo di dare priorità alla protezione delle comunità. “Dobbiamo fermare tutto immediatamente, data l’angoscia e la trepidazione che ciò provoca”, ha dichiarato il vescovo, il quale ha insistito sul fatto che la via d’uscita debba essere cercata attraverso “le vie del Vangelo e le vie della pace”.
Il presule ha segnalato che nel corso degli ultimi giorni si sono registrati gravi episodi di violenza in comuni come Tadó, Río Iró, Sipí, Condoto e Nóvita.
La Conferenza episcopale della Colombia (Cec) e il Segretariato nazionale di Pastorale sociale-Caritas colombiana hanno, a loro volta, espresso la loro profonda preoccupazione per gli atti di violenza che colpiscono le comunità del sud del Chocó, ribadendo che la dignità di ogni persona umana deve essere rispettata anche nel mezzo della contrapposizione armata. Da qui, l’invito a tutti gli attori armati a “rispettare rigorosamente il Diritto internazionale umanitario”.