Crisi energetica: Timpano (Un. Cattolica), “principi come la sobrietà dei consumi e il risparmio energetico dovremmo adottarli come stili di vita”

“Principi come la sobrietà dei consumi e il risparmio energetico dovremmo adottarli come stili di vita, perché tutti siamo ormai consapevoli che non possiamo più essere energivori come lo siamo stati finora. Tornare indietro dal benessere che abbiamo raggiunto non è semplice ma certi comportamenti di inefficienza nell’uso delle fonti energetiche non possiamo più permetterceli perché siamo un Paese che non ha fonti energetiche significative, non siamo indipendenti”. Lo afferma Francesco Timpano, ordinario di Politica economica presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, commentando in un’intervista al Sir quanto annunciato ieri dalla Commissione europea sulla riduzione della domanda di energia elettrica e i contenuti del Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale presentato una decina di giorni fa dal Governo.
“Non dobbiamo dimenticare che – osserva il docente – uno degli strumenti per attuare la transizione energetica è fare risparmio ed efficienza energetici, in tutti i modi possibili. Il risparmio energetico è una reazione che famiglie ed imprese inevitabilmente applicheranno, anche perché con questi prezzi non si può fare altro. Già ora stiamo tutti più attenti ai consumi e questa, di per sé, è una bella notizia”. Ma, osserva, “sul risparmio energetico si sta facendo molta ironia”. Il riferimento è, per esempio, “a come è stato accolto quello che ha affermato il professor Parisi sulla cottura della pasta. In realtà, quello di cui abbiamo bisogno è una seria e maggiore informazione ai cittadini. In questo momento dare informazioni sul risparmio energetico è molto importante. Perché, inevitabilmente, questa è la prima linea di difesa che i consumatori hanno”. Timpano sottolinea poi l’importanza di “intervenire per scongiurare la povertà energetica”. “Fino a che riduciamo il superfluo – spiega – la cosa è assolutamente sensata, ma se qualcuno deve ridurre l’essenziale si creano disuguaglianze inaccettabili”. Infine, riconoscendo che “il Paese si è svenato per gli stoccaggi di gas”, il docente ritiene che “bisogna accelerare sull’autorizzazione dell’installazione dei pannelli fotovoltaici, quasi sempre bloccata da pastoie burocratiche locali. Bisogna velocizzare gli investimenti in rinnovabili, perché se riduciamo la quantità di gas da utilizzare per produrre energia riusciamo a servire il resto con meno difficoltà”.

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