Primo maggio: mons. Nosiglia (amm. ap. Torino), “senza il lavoro non è possibile costruire il nostro futuro”

“Senza il lavoro non è possibile costruire il nostro futuro! Non si trova una casa, non si può costruire una famiglia!”. Lo ha ricordato ieri l’amministratore apostolico di Torino, mons. Cesare Nosiglia, in occasione del 1° maggio.
“Come sapete non ho mai mancato di spendermi in prima persona e di impegnare la Chiesa di Torino di ogni possibile azione di sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie”, ha ricordato il presule, sottolineando che “il lavoro è troppo importante per la nostra vita per essere considerato solo una questione economica e contrattuale. Per questo ho vissuto insieme a tanti lavoratori e lavoratrici la loro sofferenza per il rischio di perdere il posto di lavoro”. Seppur a conclusione del suo mandato episcopale, mons. Nosiglia ha ribadito l’impegno della Chiesa torinese che “è pronta a fare la sua parte, non solo con l’appoggio morale ma anche con ogni altro mezzo a sua disposizione per dare un concreto sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie”. “Ma non possiamo farcela da soli”, ha ammonito, augurandosi che “le varie componenti istituzionali e sociali che si stanno occupando del problema possano trovare quegli accordi necessari a garantire la continuità di un lavoro assicurato e permanente”. “La disoccupazione totale o parziale è una piaga sociale che va combattuta sempre e comunque senza mai arrendersi all’ineluttabile”, ha aggiunto l’arcivescovo, rilevando che “il diritto al lavoro resta il punto centrale di ogni società, di ogni sviluppo ed esige dunque il massimo impegno da parte di tutti”. Nosiglia non ha mancato di “ricordare chi in questa piazza non c’è e non potrà mai più esserci, quelli che sono morti sul luogo di lavoro. In questi ultimi anni il loro numero è molto cresciuto e questo significa lutto e tragedia familiare ma significa anche che il lavoro esige sicurezza perché senza di essa non c’è lavoro ma solo incuria e sfruttamento”. Il pensiero è andato anche ai “tanti giovani che non trovano lavoro o non sono considerati lavoratori perché non hanno un contratto” e alla “disoccupazione femminile accentuata ancor di più dalla crisi pandemica. Occorre – ha esortato – investire sul valore aggiunto delle donne nel mondo del lavoro e contrastare con forza qualsiasi ipotesi di alternative tra lavoro e famiglia, bensì armonizzando queste due importanti sfere”. Dopo aver richiamato l’impegno della Chiesa torinese in tante situazioni, a cominciare da quella dell’ex Embraco, Nosiglia ha espresso “il forte incoraggiamento e l’augurio che nel nostro Paese si consolidi un lavoro sempre più umano, giusto, solidale ed equo per tutti i lavoratori e le loro famiglie”.

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