Processo in Vaticano: Diddi (promotore giustizia), “telefonata registrata tra il card. Becciu e il Papa, a 20 giorni dal ricovero al Gemelli”

Il 24 luglio 2021, alle ore 14.25, è stata registrata una telefonata tra il cardinale Angelo Becciu e il Papa, a 20 giorni dal delicato intervento subito da Bergoglio al Policlinico Gemelli. La notizia è stata fornita dal Promotore di giustizia, Alessandro Diddi, nel corso della 37ª udienza del processo in corso in Vaticano. Prima però che l’audio della suddetta telefonata registrata fosse diffuso, il pubblico è stato fatto uscire. Nonostante ciò – ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi nell’Aula polifunzionale dei Musei Vaticani – il Pm vaticano ha dato una sua interpretazione di quella telefonata, avvenuta nell’appartamento del cardinale Angelo Becciu all’interno del palazzo dell’ex Sant’Uffizio, alla presenza dello stesso cardinale, imputato nel processo, di Maria Luisa Zambrano – nipote di Becciu – e di una terza persona non identificata. Secondo quanto ha riferito Diddi, la telefonata sarebbe stata registrata dal telefonino di Maria Luisa Zambrano e Becciu avrebbe detto al Pontefice: “Lei mi ha già condannato, è inutile che si faccia il processo”. Sempre a detta del Promotore di giustizia, il cardinale avrebbe chiesto al Papa di confermargli di averlo autorizzato al pagamento del riscatto della suora colombiana rapita in Mali. “Anche nelle sue dichiarazioni spontanee al processo – ha ricordato Diddi – il cardinale Becciu ha sempre detto che il Papa era al corrente. Invece, dalla telefonata, il Papa sembrerebbe perplesso. Del resto era passato poco tempo dalle sue dimissioni dal Gemelli, ed era anche affaticato”. Da una chat del 23 giugno 2021, ha riferito sempre Diddi, emergerebbe l’attesa del cardinale Becciu per una telefonata o un gesto distensivo del Papa, che però non arriva. In una chat del 13 luglio, ha proseguito il Pm, accade invece qualcosa di diverso: Giovanni Palma, amico della nipote del cardinale, dichiara: “Bisognerebbe dare un colpo in testa al Santo Padre”. Il 24 luglio, da casa Becciu, si arriva alla telefonata registrata con il Papa, che dura alcuni minuti. Il presidente del tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, ha dichiarato ammissibile la richiesta di ascoltare in aula, in un secondo tempo, la telefonata, concedendo tempo alle difese fino al 30 novembre per improntare una strategia difensiva.

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