Diocesi: mons. Delpini (Milano) ai novelli sacerdoti, “siate onesti, semplici, coerenti. Con un cuore limpido e un pensiero libero”

“Siate sinceri con voi stessi, non cercate il consenso a prezzo di compromessi, non cercate la popolarità. Siate onesti, semplici, coerenti. Abbiate un cuore limpido, abbiate un pensiero libero che chiama male il male e bene il bene”. Così l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, si è rivolto ai 14 novelli sacerdoti che ha consacrato questa mattina in Duomo. Si tratta di dieci seminaristi della diocesi di Milano e quattro del Pime (Pontificio Istituto missioni estere).
Ispirandosi alle letture proposte dalla liturgia, nella sua omelia mons. Delpini ha indicato come modello ai nuovi sacerdoti tre figure del Nuovo Testamento, “tre santi amici (che) vi hanno parlato: Simone che diventa Pietro, non senza travaglio; Saulo che è diventato Paolo, non senza contrasti; Giovanni che è diventato il discepolo amato non da solo. Siano tre compagni per la vostra vita”. “Non dite troppo facilmente: ‘Sì io ti amo, Signore!’”, l’esortazione dell’arcivescovo con riferimento alla figura di Pietro. “Non dite ‘ti amo’ se continuate ad amare anche altro. Non c’è bisogno di voi, se non siete disposti ad andare dove siete mandati”, ha ammonito. E ancora, rifacendosi alla figura di san Paolo, ha affermato: “Qualsiasi cosa facciate, sarete esposti alla critica, qualsiasi cosa direte, ci sarà chi insinua una interpretazione maliziosa, dovunque andrete ci sarà chi vi osserva con sospetto. Io vi dico: siate sinceri con voi stessi, non cercate il consenso a prezzo di compromessi, non cercate la popolarità. Siate onesti, semplici, coerenti. Abbiate un cuore limpido, abbiate un pensiero libero che chiama male il male e bene il bene”.
Infine, con riferimento al discepolo Giovanni, l’invito ai novelli sacerdoti: “Continuate a cercare Gesù. Non sta alle vostre spalle come una lezione da imparare. Sta davanti come il buon Pastore che vi guida, come la vita la verità, la vita”. “Non siete soli”, ha assicurato: “C’è un popolo che cammina con voi, c’è un presbiterio che cammina con voi. Non cercate la solitudine: sbaglierete strada e sbaglierete vita. Non stancatevi troppo, le vostre forze non sono illimitate. La vita non è una serie di scatti, ma un ritmo tenace”.

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