Coronavirus Covid-19: Inail, di origine straniera il 16,4% delle contagiate che hanno presentato denuncia

Il 16,4% delle contagiate da Covid-19 che hanno presentato denuncia all’Inail è di origine straniera; le comunità più colpite sono la rumena (23,2% del totale dei casi occorsi a nate all’estero), la peruviana (13,0%), l’albanese (8,2%) e la moldava (5,0%). Con riferimento ai soli decessi femminili, quelli riguardanti le straniere rappresentano il 19,0%, le più colpite le rumene (oltre il 30% sul totale dei casi che coinvolgono le nate all’estero) e le peruviane (20%). È quanto emerge dal nuovo numero di “Dati Inail”.
Considerando tutte le denunce presentate all’Inail, il 43,6% delle contagiate ha oltre 49 anni, il 38,1% ha tra i 35 e i 49 anni, il 18,3% è under 35. L’età media è di 46 anni e quella mediana di 48 anni. “Col trascorrere dei mesi – si legge nella pubblicazione – si sta tendenzialmente registrando un abbassamento dell’età media al contagio”. L’età media al decesso è invece più elevata e pari a 56 anni per le donne, con nessuna deceduta nella classe di età più giovane delle under 35, mentre il 19,0% ha tra i 35 e i 49 anni e l’81,0% ha dai 50 anni in su. Sia sul complesso delle denunce per Covid-19 che per i soli eventi mortali la classe più anziana raccoglie la quota più bassa di donne (rispettivamente il 49,3% e il 12,5% dei casi nella fascia di età).
Stando ai dati diffusi, sul territorio gli infortuni si concentrano prevalentemente nelle Regioni che hanno registrato il maggior numero di contagi nella popolazione, in particolare la Lombardia che raccoglie il 28,3% delle denunce femminili, a seguire il Piemonte (15,4%), il Veneto (11,1%) e l’Emilia Romagna (8,5%). Le province col maggior numero di infortuni da Covid-19 sono Milano (10,5% dei casi nazionali), Torino (7,9%), Roma (4,1%), Varese, Brescia e Verona (tutte con il 2,9%). La Lombardia è anche la Regione che registra il maggior numero di vittime femminili ben il 39,2%, a seguire l’Emilia Romagna (15,2%) e il Piemonte (8,9%). In testa tra le province Milano (11,4%), Bergamo (10,1%) e Parma (7,6%).

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