Terra Santa: Pizzaballa (patriarca), “il Regno di Dio si compie dentro la ferialità degli incontri e delle case, dentro le relazioni e le esperienze della vita, le più semplici”

Il Regno di Dio “si compie proprio dentro la ferialità degli incontri e delle case, dentro le relazioni e le esperienze della vita, le più semplici”. A ricordarlo è il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, nella sua meditazione settimanale al Vangelo della Domenica. Ripercorrendo la cosiddetta “giornata di Cafarnao” che l’evangelista Marco descrive come una giornata tipo di Gesù, Pizzaballa sottolinea come è “in una casa, quella di Simone, in un luogo ‘profano’, non ufficiale, che prende vita la prima comunità, la prima chiesa”. La casa, a differenza della sinagoga, luogo istituzionale dove Gesù matura il primo rifiuto violento nei suoi confronti, “sembra essere il luogo dove la salvezza accade, dove Gesù rivela lo stile del Regno. Dentro la casa sono le cose ordinarie ad essere importanti ed è in quel contesto che lo si può incontrare”. “Casa, suocera, febbre, prendere per mano, alzarsi, servire”, spiega il patriarca sono “le parole che troviamo nel Vangelo di oggi, tutte parole molto semplici e ordinarie”. Dall’incontro con Gesù scaturiscono “guarigione e vita”, afferma Pizzaballa, perché “la mano di Gesù, quando prende la nostra, ci risolleva, ci restituisce la vita, perché per vivere abbiamo bisogno di questo semplice gesto di tenerezza e di vicinanza”. “C’è una sequenza, un legame – annota il patriarca – che ritorna tra i verbi, prendere per mano e far alzare, ed è un legame che genera vita, che vince la morte, che fa risorgere. Non si è guariti semplicemente per stare bene, ma perché questa vita, che ci è stata restituita gratuitamente, sia messa a disposizione di altri. E questo comporta che la guarigione – la risurrezione – sia “completa” solo se questi due verbi stanno insieme, se ci si alza per servire: solo così sarà davvero Pasqua”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia