Rotta Balcanica: Rinascita Cristiana, non possiamo voltarci dall’altra parte

Forte preoccupazione per “le condizioni precarie in cui versano migranti e richiedenti asilo nel campo di Lipa, in Bosnia-Erzegovina” è stata espressa da alcuni gruppi romani di Rinascita Cristiana che hanno indirizzato un documento al Movimento internazionale d’Apostolato dei ceti sociali indipendenti (Miamsi) perché chieda “al Consiglio d’Europa di dibattere e imporre regole più giuste a tutti i Paesi membri per la protezione dei migranti e richiedenti asilo”.
“Come europei e come cristiani oggi diciamo basta al guardare distrattamente cosa avviene nella nostra casa comune, per volgere la mente alle nostre occupazioni quotidiane”, scrivono i membri di Rinascita Cristiana, per i quali quanto “avviene in questi giorni tra le città di Bihac e Velika Kladusa, in Bosnia-Erzegovina, e la regione croata che comprende anche il parco nazionale patrimonio Unesco dei laghi di Plitvice è contrario alla politica europea dei diritti dell’uomo e dei diritti dei migranti e richiedenti asilo”. Alle “colpe principali” attribuibili ai Governi della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, si somma il mancato intervento da parte della Commissione Europea “malgrado i molti allarmi pervenuti finora”. Secondo il documento indirizzato al Miamsi, inoltre, “la nuova politica europea in materia, ‘The new pact on migration and Asylum’, non sembra soddisfare le condizioni per impedire che queste situazioni si ripetano, in particolare per la protezione della vita e della dignità di coloro che cercano rifugio o lavoro in Europa e per assicurare pronte sanzioni certe a quegli stati membri che infrangono le politiche europee e la Carta dei diritti umani in materia di accoglienza”.

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