Coronavirus Covid-19: focolaio a Mondragone e scontri. Mons. Piazza (vescovo), “l’aggressività spegne le piccole speranze che come Chiesa stavamo accendendo”

“A Mondragone il parroco di San Rufino e direttore della Caritas sta facendo un’opera eccezionale, ma ci sono difficoltà che non competono a noi, perché sono questioni di ordine pubblico”. Lo racconta al Sir mons. Orazio Francesco Piazza, vescovo di Sessa Aurunca, dopo l’insorgere di un focolaio di coronavirus nelle case ex Cirio a Mondragone, dove vivono una numerosa comunità bulgara e alcune famiglie italiane povere. Pur avendo l’aiuto della Chiesa, “diciamocelo chiaramente, queste persone non sono integrate con noi, anche se frequentano la nostra mensa e vengono al campetto”, ammette il presule. È difficile anche conoscere il numero reale di chi vive in quelle case: “Non si sa quanta gente abiti effettivamente in un appartamento, certamente sono in moltissimi”. “Su questa situazione esplosiva – prosegue il vescovo – noi ci stiamo impegnando già da diverso tempo. Anche a livello ufficiale, il prefetto e le istituzioni locali hanno evidenziato che la Chiesa ha fatto e sta facendo un’opera di grande rilevanza sociale, intervenendo su vari aspetti come il caporalato, la prostituzione minorile, la situazione dei bulgari. Il paradosso è che sono le donne a lavorare di più, come braccianti agricole e badanti, mentre gli uomini rimangono a vivacchiare”. Il vescovo richiama anche un’altra difficoltà: “C’è una regia interna che non permette facili accessi a queste realtà. Per questo dico che ci sono interferenze che non consentono un facile dialogo. E quando parlo di interferenze mi riferisco a quelle di matrice legata ad ambienti dell’illegalità. Chi sta fomentando, altrimenti, gli scontri? Di qui il mio appello: so che la comunità ha valori e qualità, perciò chiedo di prendere in mano la situazione per risolverla e non vederla degenerare ulteriormente”. Mons. Piazza conclude: “Le forme aggressive di questi giorni non costruiscono niente di buono, anzi spengono quelle piccole speranze che come Chiesa stavamo accendendo”.

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