Coronavirus Covid-19: p. Panza (Cafarnao), “nostro servizio adesso è custodire. In attesa di un futuro migliore”

“Il nostro servizio adesso è custodire in modo pratico e tutelare il posto, per il momento, non per accogliere, ma per conservare. Puliamo come se dovessimo aprire domani, ma non sappiamo quando sarà questo domani. È un’attesa per un futuro migliore. E non abbiamo smesso di celebrare la messa. Una volta a settimana celebriamo al memoriale per tenere vivo il luogo”. Padre Luca Panza, francescano della Custodia di Terra Santa è, da 7 anni, il guardiano di Cafarnao, uno dei luoghi più amati e visitati della Terra Santa. Il sito, soprattutto negli ultimi due anni, ha visto aumentare esponenzialmente il numero dei visitatori con una media di 5mila turisti al giorno, e picchi di oltre 6500 nel momento di alta stagione. Dal 18 di marzo “la città di Gesù”, come si legge sull’insegna all’ingresso del santuario, è stata chiusa al pubblico. Sono state adottate le misure di contenimento per arginare il diffondersi del coronavirus. Sono chiusi tutti i santuari e luoghi di culto del Paese. In una intervista all’Associazione Terra Santa (Ats), ong legata alla Custodia di Terra Santa, padre Panza rivela che “ogni domenica sui resti della casa di Pietro, una delle prime domus ecclesia della Terra Santa, rinnoviamo la promessa e preghiamo per tutti coloro che ce lo chiedono. Riceviamo tante richieste di preghiere in questo periodo e cerchiamo di pregare per tutti. La preghiera è molto importante ed è un modo per stare vicino alla gente. Vengo dalla provincia di Bergamo, una delle più colpite dal virus. Nel mio paese di circa 5mila abitanti sono morte 24 persone. A loro e a tutti gli ammalati vanno le nostre preghiere”.
Per il futuro non mancano le preoccupazioni: “più il tempo passa, più ci sono preoccupazioni soprattutto per i nostri dipendenti e le loro famiglie. Parte del ricavato dei biglietti di ingresso serviva a coprire le spese dei nostri dipendenti locali e dava da vivere a 5 famiglie. Non sappiamo quando potremo riaprire e quali norme dovremo adottare per permettere la visita in sicurezza. Stiamo comunque continuando a lavorare per migliorare il sito”.

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