Diocesi: Cerreto Sannita, domani in streaming mons. Battaglia guida momento di preghiera per le vocazioni

“Tra le tante parole di questo tempo, mi tornano alla mente quelle di alcuni medici e infermieri, ma anche di preti, che sono stati presenti in prima linea accanto ai colpiti dal virus, e che hanno contestato il sentirsi chiamare eroi. ‘Non chiamateci eroi – hanno detto –, stiamo facendo il nostro dovere, come possiamo, stiamo rispondendo al bisogno dell’altro”. Queste le parole di mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata, che in questa settimana di preparazione alla 57ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra domenica 3 maggio, ha voluto vivere e condividere con tutti i sacerdoti diocesani un momento di preghiera in streaming sulla pagina Facebook della diocesi. “Il bisogno dell’altro – ha sottolineato mons. Battaglia – è anche il nostro, cercare di mettere in contatto i malati con le loro famiglie è cura della vita: per alcuni quel momento è stato l’ultimo saluto, l’olio della consolazione, prima di tornare al Padre. Dio consola, non si impone. È la parola ‘laica’ che oggi apre i nostri occhi per riconoscere il Signore presente, il suo volto di viandante. Parole che sono diventate luce di speranza nell’umanità redenta, rinnovata dalla grazia che sempre opera”. “Forse – ha aggiunto il vescovo – l’Eucaristia vissuta in solitudine diventerà per noi sacerdoti il segno di un’urgenza: sostituire i vecchi recipienti con otri nuovi che possano contenere il vino del vero rinnovamento ecclesiale, spirituale, morale”. A conclusione della riflessione, mons. Battaglia s’è interrogato su cosa possa significare, in questo tempo, l’espressione “procuratevi il cibo che non perisce”, declinando il rapporto con Dio come fondamento, il rapporto con i confratelli come testimonianza e il rapporto con la comunità parrocchiale per un vero rinnovamento. “Questo tempo – sottolinea mons. Battaglia – ci sta donando un nuovo sguardo sull’essenziale. È Gesù che, dalla croce, attrae a sé e dona tutto sé stesso, Gesù vivente, con i segni dei chiodi e delle spine, è il Signore. Su quel crocifisso prendono vita i volti di tanti crocifissi della storia, dei nostri poveri”.

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