Coronavirus Covid-19: Caritas Spoleto-Norcia, “stanno emergendo tante povertà e sofferenze che erano latenti”

Prosegue la vicinanza della Chiesa di Spoleto-Norcia, attraverso il progetto della Caritas “Su questa barca ci siamo tutti”, a quanti sono in difficoltà economica a causa del coronavirus. Oltre 130 sono le famiglie spoletine che vengono assistite con il pacco alimentare, numero che cresce contando anche quelle degli altri comuni della diocesi raggiunte direttamente da Spoleto o dai volontari delle Caritas di Pievania. “Quello che ci preoccupa – afferma don Edoardo Rossi, incaricato a gestire questo servizio Caritas nell’emergenza – è che ogni giorno entriamo in contatto con tante nuove famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Il consegnare il pacco alimentare nelle case, con tutte le misure di sicurezza ed igiene previste, ha portato poi alla luce nel nostro territorio tante povertà e sofferenze latenti. Una cosa bella – prosegue il sacerdote – è la solidarietà di vicinato: persone che ci chiamano per segnalarci come in quella via o in quel condominio ci sono famiglie in difficoltà e che per pudore magari non chiedono aiuto. Il numero che abbiamo dedicato all’ascolto delle persone anziane e sole, infine, è un servizio molto apprezzato. Siamo entranti in confidenza con tanti uomini e donne del nostro territorio che ci chiamano ogni giorno semplicemente per parlare, per raccontare le loro storie: è molto edificante. Poi, una volta a settimana chiamiamo le famiglie a cui abbiamo consegnato i pacchi alimentari per sapere come va, se hanno bisogno di altri aiuti. Abbiamo anche la collaborazione di qualche medico di base che propone alle persone anziane e sole di chiamare il numero dedicato all’ascolto”.
A tutti i benefattori che rendono possibile il servizio è andato il grazie dell’arcivescovo, mons. Renato Boccardo: “in questo Centro si lotta contro il male, si moltiplicano i gesti di solidarietà, di condivisione e di amicizia, si va incontro alle diverse necessità non solo portando qualcosa di materiale, che è importante e utilissimo, ma soprattutto dicendo la condivisione e la vicinanza: questa è un’operazione di umanità e non di tecnica. A chi viene qui diciamo: non sei da solo, c’è qualcuno che condivide con te il peso della vita quotidiana e questo qualcuno è il Signore. E in suo nome ci siamo anche noi: non il vescovo, non i preti, non questo o quel volontario, ma l’intera comunità cristiana di Spoleto-Norcia sensibile alle membra più fragili del suo corpo. Con semplicità la Chiesa in questo tempo cerca di riproporre e incarnare quanto detto da Gesù: lottate contro il male, moltiplicate il bene”.

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