Libertà d’informazione: allarme del Consiglio d’Europa. “Tutelare i giornalisti”. Segnalati casi anche in Italia e Francia

La Piattaforma del Consiglio d’Europa per il rafforzamento della protezione e la sicurezza dei giornalisti lancia oggi un appello ai 47 Stati membri del Consiglio d’Europa perché rispondano “diligentemente e concretamente a ciascuna segnalazione ricevuta e rivedano le loro leggi e prassi nazionali al fine di sradicare il flagello dell’impunità e creare un ambiente realmente favorevole allo sviluppo di media liberi e indipendenti”. Il rapporto intitolato “Non toccate la libertà di stampa. Gli attacchi contro i media in Europa non devono diventare la regola” raccoglie i casi che hanno segnato nel 2019 le limitazioni a questa libertà, descrivendo “le principali caratteristiche dell’offensiva”: si dice che, se “le molestie on line sono ormai un fenomeno endemico”, il 2019 “è stato caratterizzato dall’emergere di nuove minacce all’indipendenza e alla credibilità dei media del servizio pubblico, tra cui misure per ridurne i finanziamenti in diversi Stati membri e nuovi esempi di interferenze politiche nella gestione delle emittenti pubbliche (e si citano ad esempio Polonia, Repubblica Ceca, Grecia, Austria). Una sezione è dedicata ai “Paesi da seguire e tenere sotto osservazione”, tra cui Albania, Azerbaijan, Bulgaria, Ungheria, Malta ma anche la Francia che “è uno dei Paesi che ha ricevuto il maggior numero di segnalazioni pubblicate sulla piattaforma nel 2019” ed è seguita dall’Italia nell’elenco degli Stati Ue.
La Francia ha 13 segnalazioni, di cui sette relative a violenza o misure di polizia aggressive contro giornalisti che coprivano le proteste; l’Italia è stata segnalata sette volte, l’ultima in ordine di tempo in relazione al voto sull’abolizione del finanziamento pubblico alla stampa.

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