Germania: documento sull’atteggiamento dei vescovi durante la seconda guerra mondiale. “Imparare dalla storia”

Nel corso di una videoconferenza, è stato presentato oggi il documento “I vescovi tedeschi nella guerra mondiale”. Realizzato dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in vista della celebrazione del 75° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, il documento, di 23 pagine, si occupa dell’atteggiamento verso il conflitto mondiale dei vescovi cattolici che erano in carica durante l’era nazista. Nella conferenza stampa, il presidente della Dbk, mons. Georg Bätzing, ha evidenziato che ora sono chiariti molti aspetti della “Chiesa sotto il nazionalsocialismo”. La situazione è complessa quando si tratta di studiare come i vescovi cattolici hanno affrontato la guerra. “A questo proposito esiste – dice Bätzing – secondo molti un gap di memoria”. Ma per il presidente Dbk c’è anche un “gap di confessione”. I vescovi hanno osservato che se in tutta Europa, l’8 maggio 1945 è stato ricordato per decenni come il “Giorno della felicità e della gioia”, per i tedeschi non è così. Solo con l’aumentare della distanza cronologica dagli eventi, tuttavia, è stato compreso in questo Paese che “l’8 maggio è stato un giorno di liberazione”. “Anche noi siamo stati liberati: dagli orrori della guerra, dall’oppressione nazista e dall’omicidio di massa”. Tuttavia, la Chiesa “non deve essere risparmiata, e deve imparare dalla storia”. Ciò vale pure per la questione del comportamento dei vescovi durante la guerra, che i loro successori dovrebbero affrontare in modo critico. “Non è necessario nascondere il fatto che ciò non è facile per noi”, ha affermato Mons. Bätzing. Il documento evidenzia come fu fondamentale la decisione assunta dai vescovi tedeschi nel 1965 di avviare ampie ricerche sulle attività della Chiesa sotto il nazionalsocialismo, con il motto “la chiesa non teme i documenti”.

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