Coronavirus Covid-19: mons. De Luca (Termoli-Larino), in maggio “lasciare spazio all’azione di Gesù, ogni giorno leggere il Vangelo”

“Torna il mese di maggio: con Maria mai soli”: è il titolo della sesta lettera “dall’esilio” di mons. Gianfranco De Luca, vescovo di Termoli-Larino, rivolta alla comunità in tempo di pandemia e di sospensione delle attività pastorali. “Arriva il mese di maggio, anche quest’anno”, esordisce il presule, “in un contesto di smarrimento generale, di restrizioni e privazioni della nostra libertà di movimento, di limitazione delle nostre esternazioni, di costrizione a rimanere distanti”. Eppure, osserva, “c’è anche tanta bellezza e bontà, che esplode inattesa e ricca di creatività e di passione per gli altri, di donazione fino all’esposizione della propria vita per servire gli altri. Grazie a Dio ogni giorno ne abbiamo notizia”. Maggio è il mese di Maria, la madre, colei che “legge profondamente e nella verità nel cuore di ciascuno di noi, delle nostre famiglie e della nostra società. Non sta ferma a guardare, interviene” come a Cana. “Lasciare spazio alla presenza e all’azione di Gesù, che è con noi tutti i giorni, fino alla fine del mondo, significa fare la sua Parola, ascoltarla e metterla in pratica, proprio come fecero i servi nelle nozze di Cana”, assicura De Luca affidando ai fedeli due consegne.
La prima è leggere ogni giorno, in compagnia di Maria, “una pagina di Vangelo, singolarmente, insieme con qualche amico, o in famiglia. Cerchiamo di metterla in pratica in quello che cogliamo, che essa ci suggerisce. Ne vedremo delle belle!”. Inoltre, “in consonanza” con l’invito di Papa Francesco, mons. De Luca esorta “le famiglie cristiane a continuare o a riprendere la preziosa abitudine del Rosario pregato in famiglia”. “Nel servizio disinteressato, umile e fedele, che tanti testimoniano in questi gironi di pandemia, e nella solidarietà di innumerevoli gesti di condivisione e di prossimità che si sono attivati”, conclude, contribuiamo “a far crescere la consolazione in noi e tra noi. A far avanzare la certezza di non essere soli”, ma “insieme a Dio-Amore, dal quale nessuno ci può separare”.

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