Coronavirus in Africa: Impagliazzo (Sant’Egidio), “attivi con nostri centri per prevenzione e limitazione contagi”

La Comunità di Sant’Egidio mette a disposizione le proprie strutture, competenze e risorse per la prevenzione e limitazione dei contagi di coronavirus in Africa, nei 30 Paesi in cui sono presenti. Lo ha annunciato oggi Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, in una conferenza stampa on line. Si appoggeranno, in particolare, sui centri Dream, attivi da anni per la prevenzione e la cura dei malati di Aids e Tbc, che collaborano con istituzioni pubbliche e sanitarie. I centri Dream diventeranno quindi una sorta di presidi per la prevenzione del Covid-19 in Africa. Per ora le cifre non sono allarmanti: 33.353 casi confermati e 1.471 morti ma secondo stime non ufficiali sembra che la mortalità sia più alta rispetto all’Occidente: circa il 5%. Sant’Egidio si aspetta l’onda lunga e il picco dei contagi a partire dalla seconda metà di maggio. “Bisogna prepararsi perché il grosso problema è la scarsità di terapie intensive – ha detto -. In alcuni Paesi non ci sono più di 10 posti e mancano i respiratori”. Al momento quasi tutti i Paesi africani sono in semi lockdown o lockdown, 34 hanno indetto il coprifuoco anche la notte. “E’ come se fossimo tutti in una stessa tempesta ma con imbarcazioni diverse – ha affermato -. In Africa ci sono molte barche fragili che stanno attraversando questa tempesta”. Il Programma Dream – che tratta anche pazienti con Tbc – già applica misure di screening e contenimento simili, perché entrambe le malattie si diffondono via droplets.
“Abbiamo già attivato i dispositivi di protezione per gli operatori sanitari e i volontari – ha precisato Impagliazzo -. Nei centri di salute sono stati messi a disposizione materiali informativi e stabiliti triage di ingresso. Per il distanziamento sociale il personale ha facilitato la prescrizione e consegna dei farmaci per Hiv per tre o sei mesi, evitando che i pazienti vengano spesso ai centri, rischiando di contagiarsi sui mezzi di trasporto pubblici”. Oltre all’emergenza sanitaria fanno paura le ricadute sociali in Paesi già poveri e privi di welfare. Sant’Egidio sta già distribuendo alla popolazione cibo, mascherine, gel disinfettanti. Perciò lancia oggi una raccolta fondi per il contrasto alla pandemia in Africa.

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