Etiopia: suor Girotto (salesiane), malgrado rischio guerra civile “restiamo a fianco della popolazione di Adwa, non lasciateci soli”

“Restiamo a fianco della popolazione di Adwa, non lasciateci soli!”: a lanciare il grido di aiuto è suor Laura Girotto, la salesiana che ha fondato in Etiopia la missione di Adwa, denominata “Kidane Mehret”, nome della protettrice del Paese, che in lingua locale significa “velo di misericordia” e si riferisce alla Madonna. Nel Paese africano, come riferisce in un comunicato l’associazione “Amici di Adwa” (www.amicidiadwa.org), da sempre al fianco della missionaria per supportarne i progetti, viene dato per imminente lo scoppio della guerra civile. Suor Girotto, in questi giorni a Roma, “è in costante aggiornamento con l’ambasciata italiana ad Addis Abeba e ha dato piena disponibilità alle autorità sanitarie per collaborare in caso di conflitti armati”. Il nuovo ospedale della missione di Adwa, infatti, “è già operativo nella prima ala come ‘health center’, ma sono in corso lavori di allestimento dei nuovi reparti per una potenziale capienza di 200 posti letto. La missione donerà inoltre materassi e coperte per la predisposizione di strutture mobili di assistenza medica”. Obiettivo della missionaria è continuare, con la generosità di tanti benefattori, a “sostenere e salvaguardare bambini, mamme, lavoratori. In un Paese segnato ciclicamente da conflitti con uso di armi chimiche, siccità ed ora dall’invasione di locuste e dalla crisi economica legata alla pandemia, la nuova azione militare rischia di mettere seriamente in pericolo la popolazione del Tigray”. La missione vede la luce nel 1994 quando gli anziani del villaggio di Adwa lanciarono una richiesta di aiuto accolto dalle missionarie salesiane. Oggi ad Adwa si trovano una scuola, l’ospedale, laboratori e stalle. Luoghi, afferma l’associazione, che “potranno essere un fondamentale punto di riferimento, come lo sono stati già durante il conflitto con l’Eritrea tra il 1998 ed il 2000”. Ad oggi le telecomunicazioni ed i trasporti con la regione del Tigray sono stati interrotti dal governo federale etiope. La rottura politica tra il governo nazionale ed il partito di riferimento dell’etnia tigrina (rimasto al potere dal 1991 fino all’elezione dell’attuale primo ministro Abiy Ahmed nel 2018) da tempo creava tensioni. L’impossibilità per chi si trova in Tigray di comunicare rende difficoltoso il reperimento di informazioni anche per i media nazionali ed internazionali. L’associazione informa che “i laici cooperanti che lavorano al progetto sanitario e agricolo della missione hanno coraggiosamente scelto di rimanere ad Adwa per prestare tutto l’aiuto possibile alla popolazione”.

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