Camerun: libero il cardinale Christian Tumi rapito ieri insieme al fon

Libero il cardinale Christian Wiyghan Tumi, rapito ieri intorno alle 18, da un gruppo di uomini armati sulla strada tra Bamenda e Kumbo. La notizia della liberazione viene rilanciata anche da Vatican News. Da quanto si apprende il porporato al momento non ha ancora fatto rientro a casa. Il cardinale era stato preso insieme a 11 altre persone tra le quali il Fon Sehm Mbinglo II. Secondo “jeaneafrique”, portale di informazione sull’Africa in lingua francese, la delegazione era stata intercettata dai separatisti “Ambazoniens” nella comune di Baba, distretto di Babessi (dipartimento di Ngo-Ketunjia). Diverse manifestazioni spontanee di fedeli cristiani erano iniziate questa mattina per chiedere la liberazione del cardinale e del Fon. Al momento pare che le altre persone rapite con il cardinale non sia state ancora rilasciate, tra cui il Fon. Il cardinale Tumi, 90 anni, è conosciuto nel Paese per i suoi tentativi di mediazione tra i separatisti di lingua inglese e il governo camerunese. E il suo rapimento è l’ennesimo doloroso capitolo di una crisi che dura da quasi quattro anni e che il governo del Camerun non è stato in grado di ricomporre. È di due settimane fa, sabato 24 ottobre, la strage compiuta da un gruppo non identificato di uomini armati in una scuola elementare nella città di Kumba, la scuola bilingue internazionale “Mother Francisca”. Gli uomini hanno aperto il fuoco sui piccoli studenti, uccidendo sei bambini e ferendone gravemente altri otto. Funzionari del governo hanno accusato dell’attacco gli insorti secessionisti che chiedono l’indipendenza delle regioni occidentali di lingua inglese del Camerun, al confine con la Nigeria. In un comunicato, la Conferenza episcopale del Paese aveva lanciato un appello a porre fine alle violenze. L’arma più efficace per costruire la pace non è la guerra – scrivevano i vescovi – ma “il dialogo” che ha come base la verità e come scopo la giustizia. Il 28 ottobre Papa Francesco al termine dell’udienza generale lancia anche lui da Roma un appello facendo riferimento alla strage compiuta nella scuola bilingue internazionale “Mother Francisca”: “Che Dio illumini i cuori, perché gesti simili non siano mai più ripetuti e perché le martoriate regioni del nord-ovest e del sud ovest del Camerun possano finalmente ritrovare la pace!”. L’auspicio del Pontefice è “che le armi tacciano e che possa essere garantita la sicurezza di tutti e il diritto di ciascun giovane all’educazione e al futuro”.

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