Giornata mondiale delle città: Eurostat, nei grossi agglomerati si concentrano i giovani. Tranne che in Italia

Nel 2018 nell’Unione europea c’erano in media tre persone in età lavorativa (tra 20 e 64 anni) per ogni persona anziana (65 anni o più), quindi “l’indice di dipendenza” – cioè il rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva e la popolazione attiva – era del 34%, dice oggi Eurostat. Ma il numero di città con un indice di dipendenza inferiore alla media dell’Ue era quasi il doppio (476), di quelle con un rapporto superiore alla media (261 città). Questo perché le capitali, come i grandi agglomerati urbani e le aree circostanti tendono ad attrarre un numero relativamente elevato di giovani. Il più basso rapporto di dipendenza degli anziani nel 2018 si è verificato a Rivas-Vaciamadrid, vicino a Madrid (11%), e a Valdemoro, nei pressi di Galway in Irlanda (14%). Al contrario, nella località costiera della Francia Fréjus per una persona di età superiore ai 65 anni ci sono due adulti in età lavorativa (con un indice pari al 65%). Alto l’indice anche nelle città della Germania orientale Dessau-Rosslau (56%) così come a Görlitz, Gera, Zwickau e Plauen (tutti intorno al 51%); ma anche a Savona (52%) e Genova (51%) e a Ostenda (51%) in Belgio. Dice Eurostat che nel 2018, la maggior parte delle città dell’Ue con un indice di dipendenza del 45% o più si trovava in Italia (14 città), Germania (8 città) e Francia (5 città). Eurostat ha pubblicato questi dati in occasione della Giornata mondiale delle città, che sarà domani, 31 ottobre.

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