Brasile: vescovi, “laici non possono rinunciare alla partecipazione alla politica”

La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), al termine dell’incontro virtuale del suo Consiglio permanente, ha diffuso un messaggio in merito alle imminenti elezioni amministrative, che il 15 novembre coinvolgeranno tutto il Paese. Nel documento, si ribadisce, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa cattolica e dell’insegnamento di Papa Francesco, che la politica consiste in un insieme di azioni attraverso le quali si cerca una forma di convivenza tra individui, gruppi e nazioni, che offra le condizioni per la realizzazione del bene comune.
Per la Cnbb, i cristiani laici non possono “rinunciare alla partecipazione alla politica” (Christifideles Laici, 42). “Questo ruolo è caratteristico dei laici. Spetta a loro, in modo unico, concretizzare l’esigenza del Vangelo di costruire il bene comune nel mondo dalla prospettiva del Regno di Dio”. Al tempo stesso, “il clero, guidato dalla Dottrina sociale della Chiesa e osservando le norme della Chiesa riguardo alla propria partecipazione alla vita politica di parte, assume ciò che è suo specifico nelle proprie responsabilità politiche quando si occupa della formazione, incoraggia e accompagna i laici”.
La Cnbb evidenzia alcuni doveri dei sindaci e dei consiglieri eletti: “Portare il proprio contributo, con azioni efficaci, negli ambiti della salute, dell’istruzione, della sicurezza, dei trasporti, dell’assistenza sociale, della casa, del diritto al cibo e della protezione della famiglia, tra gli altri. Daranno buoni frutti i politici che danno priorità al bene comune e alla vita nella sua pienezza, dal concepimento alla morte naturale, di tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione, senza mai ricercare i propri interessi personali e di parte”.
I vescovi richiamano l’attenzione dei cristiani cattolici perché siano “consapevoli del background e del profilo dei candidati”, avvertendo che “il politico che attenta contro la vita non può operare bene, così lavora per politiche pubbliche che favoriscono l’aborto, fa campagna con discorsi dell’odio, difendendo l’uso della violenza, l’uso di armi e l’essere legati al traffico di droga e alle milizie. Chi non si impegna a favore degli esclusi ed è indifferente alla morte delle persone e alle gravi ferite dell’ambiente non merita il voto di chi vuole una società giusta e democratica”.

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