Colombia: la morte di Mario Paciolla diventa caso politico, dopo le domande “scomode” del senatore Barreras al ministro della Difesa

(Foto ANSA/SIR)

Inizia a diventare un “caso” anche in Colombia la morte del volontario italiano Onu Mario Paciolla, morto in circostanze ancora da accertare lo scorso 15 luglio. Nel Paese sudamericano hanno destato clamore le dichiarazioni, durante un dibattito in Senato, qualche giorno fa, del senatore Roy Barreras, del Partito della U, molto vicino all’ex presidente Santos, il quale ha chiesto al ministro della Difesa Holmes Trujillo se il nome di Paciolla fosse indicato in un rapporto dei servizi militari come informatore, visto che aveva intervistato le mamme di 8 bambini e adolescenti morti in un bombardamento dell’esercito contro la dissidenza Farc. Si tratta di un episodio che risale allo scorso novembre, di cui il Sir aveva dato notizia. La morte dei minori, sicuramente otto (ma potrebbero essere 17, come spiegato dal Sir un anno fa, o addirittura 36 secondo la denuncia fatta in Senato da Barreras) aveva provocato le dimissioni dell’allora ministro della Difesa Botero.
Il senatore ha rivelato che c’era presumibilmente un rapporto dell’intelligence in cui un cittadino italiano, che lavorava come operatore umanitario delle Nazioni Unite, è stato accusato di aver fatto trapelare informazioni sul bombardamento. “Voglio sapere se quel rapporto dell’intelligence esiste o meno. Ma se quel rapporto esistesse, oltre che di un delitto, si sarebbe trattato di una stupidata”, ha detto Barreras, il quale ha anche affermato che “quell’italiano è stato fatto apparire impiccato con un lenzuolo, dopo che era venuto ad aiutare le vittime nel Paese”.
Il senatore non si è fermato al dibattito parlamentare e continua a diffondere quotidianamente dei video. Nel corso dello stesso dibattito Barreras ha denunciato che il ministro Holmes ha nominato come direttore dell’area Diritti umani dell’Esercito nazionale un personaggio molto controverso, Fernando Vargas Quemba (che ha risposto accusando il senatore di “istigazione”) e ha nominato ai vertici dell’intelligence persone coinvolte negli spionaggi del Das (Dipartimento amministrativo di sicurezza) con il direttore Jorge Noguera (appena uscito dal carcere malgrado una condanna a 25 anni), già console a Milano.
Cristiano Morsolin, esperto diritti umani in America Latina, spiega al Sir: “Sono inquietanti questi nomi. In particolare Vargas Quemba, vicino all’ex procuratore generale Ordoñez, fondatore del blocco paramilitare Morena, come denunciato dalla rivista Semana, ha attaccato vari religiosi, come padre Giraldo e padre De Roux come “gesuiti marxisti e provocatori di guerriglie” durante la visita Papa Francesco nel settembre 2017, e ha scritto un libro “Comunidades de paz: estrategia de guerra. Caso San José de Apartadó”, dove minaccia anche organizzazioni della società civile italiana, come Fondazione Lelio Basso, Osservatorio Selvas, Libera, Coordinamento enti locali di solidarietà con comunità di pace, Brigate di pace Pbi”.

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