Regno Unito: Brexit, leader Chiesa anglicana scrivono ai Lord. Focus su mercato interno, pace in Irlanda, rispetto leggi e democrazia

I cinque leader della Chiesa anglicana in Gran Bretagna e Irlanda del Nord hanno scritto insieme una lettera per attirare l’attenzione dei membri della Camera dei Lord sulla “grave responsabilità” che hanno nel discutere il disegno di legge sul mercato interno che imprimerà “un cambiamento profondo nel modo in cui le relazioni commerciali all’interno del Regno Unito saranno regolate e governate”. Con questa legge, non si tornerà ai rapporti commerciali che esistevano prima che il Regno Unito aderisse all’Ue, ma qualcosa di “completamente nuovo sostituirà un sistema che si è evoluto lentamente e attraverso un’attenta negoziazione nel corso di decenni”. Inoltre, i leader anglicani segnalano che se “il disegno di legge verrà approvato senza il consenso dei legislatori decentrati” (cioè di Scozia, Galles e Irlanda del nord, cosa che accadrà se non verrà modificato il testo di legge), “ciò minerà ulteriormente la fiducia e la buona volontà tra coloro che governano le diverse parti del Regno Unito”. E ancora: il fatto che il disegno di legge violerebbe il diritto internazionale “ha enormi conseguenze morali, oltre che politiche e legali” e “creerebbe un precedente disastroso”.
“Sentiamo un senso di dovere e responsabilità nei confronti dell’Accordo del Venerdì Santo, trattato internazionale da cui dipendono la pace e la stabilità all’interno e tra il Regno Unito e l’Irlanda”, si legge nella lettera; con la nuova legge si infrangerebbe non solo l’accordo redatto con l’Ue, ma anche “un principio fondamentale dell’accordo” del 1998, limitando l’incorporazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nel diritto dell’Irlanda del Nord. E la domanda è: “Se condizioni attentamente negoziate non vengono rispettate e le leggi possono essere violate ‘legalmente’, su quali basi poggia la nostra democrazia?”.

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