Economia: Conte, “rispettiamo stime Fmi, confidiamo che le nostre siano più efficaci nella predizione”. “In maggioranza confronto intenso e serrato”

“Abbiamo la possibilità di poter lavorare con grande anticipo sulla manovra economica. Il confronto con le forze di maggioranza parte già questo pomeriggio, sarà molto intenso e serrato. Non possiamo permetterci un arco di qualche mese per il confronto, il Paese attende l’elaborazione delle risposte in tempi molto più rapidi”. Lo ha affermato questa mattina a Sofia il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, incontrando la stampa dopo il vertice con il primo ministro della Repubblica di Bulgaria, Boyko Borissov.
“Le valutazioni del Fondo monetario internazionale ci accreditano di una bassa crescita per il 2020”, ha sottolineato il premier, aggiungendo che “rispettiamo le stime che periodicamente vengono fornite per quanto riguarda i nostri fondamentali economici da parte delle Istituzioni internazionali”. Ma, ha rivendicato “con un po’ di orgoglio” Conte, “è già successo in passato che poi le nostre stime si siano rivelate anche più efficaci nella predizione rispetto a quelle di organismi internazionali, confidiamo che anche questa volta si possa verificare la maggiore puntualità delle nostre stime”.
Per Conte, “dobbiamo offrire delle risposte urgenti ai nostri cittadini” e “in questa prospettiva scontiamo una domanda interna un po’ debole, delle tensioni e un contesto internazionale complicato. Ma dobbiamo lavorare per assicurare la crescita economica del Paese, lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Dobbiamo lavorare per offrire maggiore occupazione, soprattutto ai nostri giovani”. “Confidiamo – ha proseguito – di poter contare anche su maggiori entrate. Il calo dello spread, che sta segnando anche dei record storici, ci conforta perché ci consente di recuperare ulteriori risorse”. Dandosi come prospettiva il 2023, Conte ha ribadito che “il Paese ha bisogno di riforme strutturali, di alcune misure di immediato impatto, ma confidiamo di poter lasciare davvero a chi verrà dopo di noi un Paese migliore”.

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