In occasione della Giornata mondiale dei diritti umani è risuonato ancora una volta in Colombia un grido di pace, anche attraverso un cammino “parallelo” con Napoli, nel nome di Mario Paciolla, il cooperante morto (quasi certamente ucciso) in Colombia nel 2010 in circostanze non ancora accertate. “All’Università Santo Tomas di Bogotá abbiamo realizzato un seminario internazionale promosso dall’Istituto di Pace Ipazde dell’Universita Santo Tomas, diretto dal prof. Andrés Inampues, con il primo Forum accademico internazionale per il disarmo, la giustizia e la costruzione della pace”, ispirato alle proposte di disarmo internazionale di Papa Francesco, rilanciate alla COP28 di Dubai – afferma Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina -. Insieme al filosofo uruguaiano Nelson Villarreall, già ministro dei Diritti umani nel suo Paese e collaboratore di Pepe Mujica, abbiamo chiesto verità e giustizia per Victor e John Nilson, figli ventenni di Carmenza Gómez, del gruppo delle madri di Soacha, uccisi come ‘falsos positivos’ (cioè perché erroneamente ritenuti legati alla guerriglia)”. Nell’occasione è stato presentato il nuovo libro di Morsolin “Nunca Más Estado Genocida. El boycott europeo a las armas y a las mafias de Colombia” (Mai più uno Stato genocida. Il boicottaggio europeo alle armi e alle mafie della Colombia”), edizioni Antropos, con prefazione di padre Francisco de Roux, presidente della Commissione della Verità, e post-fazione del cardinale Michael Czerny, che ha inviato un apposito video mostrato durante il forum all’Università Santo Tomas, dove sottolinea il coraggio e audacia di essere costruttori di pace in un contesto difficile come quello colombiano, con l’ispirazione di Papa Francesco. Il nome di Mario Paciolla è risuonato insieme a quello dei 6.402 “falsos positivos” colombiani, vittime innocenti, civili uccisi e fatti passare per guerriglieri ammazzati in combattimento. “Abbiamo chiesto verità e giustizia per il cooperante e giornalista Mario Paciolla parallelamente a Bogotá e a Napoli, dove Anna Motta e Giuseppe Paciolla, genitori di Mario, hanno incontrato Jaqueline Castillo Mafapo, della stessa organizzazione di madri di Soacha di Carmenza, all’Università Federico II di Napoli. Da Bogotá a Napoli esigiamo il rispetto dei diritti umani in un paese come Colombia, con il triste record mondiale di uccisioni di leader sociali e difensori dei diritti umani”. Durante l’incontro di Napoli, Jaqueline Castillo ha “chiesto scusa a nome del popolo colombiano” per la morte di Mario Paciolla; la madre del cooperante, Anna Motta, commenta: “L’unione fa la forza. Da un dolore condiviso sale la richiesta di verità e giustizia per tutti, anche per Mario”.