Solidarietà: fr. Cavalli (Antoniano Bologna), “vogliamo che la nostra mensa diventi sempre più un luogo di comunità e di reale integrazione”

(Foto: Antoniano Bologna)

L’inaugurazione dei nuovi locali e della mesa dell’Antoniano di Bologna, ieri, è stata un’occasione per fare un bilancio dell’anno passato e fissare gli obiettivi per il futuro. Nel 2021 in tantissimi hanno chiesto aiuto all’Antoniano: la mensa, tra pasti caldi serviti e ceste alimentari, ha potuto garantire oltre 50mila pasti, in 1.500 si sono rivolti alla mensa di Antoniano e al centro d’ascolto e a 119 persone Antoniano ha fornito una casa e un alloggio. Ma l’obiettivo, grazie alle migliorie apportate, è quello di poter dare una risposta sempre più ampia e attenta a chi vive in difficoltà e aprirsi ancora di più all’intera città.
Saranno, infatti, promossi nuovi percorsi, attività e laboratori dedicati a tutta la cittadinanza, che coinvolgeranno allo stesso tempo gli ospiti della mensa, del centro d’ascolto e chiunque abbia voglia di incontro e condivisione, con l’obiettivo di creare uno spazio di integrazione aperto a tutti i cittadini.
“Vogliamo che la nostra mensa diventi sempre più un luogo di comunità e di reale integrazione – commenta fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano – dove chiunque possa entrare, dedicare del tempo di qualità a sé stesso e agli altri. Un luogo in cui si ascolta, ci si prende cura delle necessità di chi arriva e si costruisce insieme quella dimensione di comunità di cui sentiamo tanto il bisogno”.
“Il 2021 è stato un anno complesso – prosegue fr. Cavalli – ancora nel pieno dell’emergenza Covid-19, ma con i primi ritorni alla normalità. Un anno segnato dalla crisi economica causata dalla pandemia, che ha colpito soprattutto i più fragili. È in questo contesto così difficile che, esattamente un anno fa, abbiamo deciso di rinnovare i nostri spazi, così da poter offrire sempre meglio aiuto e accoglienza e poter stare al passo con le sfide che ci aspettavano. Ma mai avremmo potuto immaginare che le sfide sarebbero state grandi come quelle che stiamo vivendo in questi mesi”.
L’emergenza in Ucraina ha messo, infatti, anche l’Antoniano di fronte alla necessità di fronteggiare nuovi bisogni e offrire sostegno alle numerose famiglie in fuga dalla guerra. Oltre a portare aiuti concreti in Ucraina e ai confini e a sostenere, con la rete di Operazione Pane, le realtà francescane che stanno accogliendo chi arriva in Italia, a Bologna Antoniano sta seguendo oltre 140 persone: si tratta soprattutto di donne e bambini e anche loro potranno contare sui nuovi spazi appena inaugurati.
Nonostante i lavori di ristrutturazione, la mensa Padre Ernesto è rimasta sempre aperta per tutti gli ospiti grazie a una tensostruttura riscaldata allestita sul campo da calcio dell’Antoniano, riuscendo così a erogare 49.811 pasti alla mensa del pranzo e a distribuire 1.520 ceste alimentari, per un totale di oltre 50mila pasti distribuiti nell’anno.
Attraverso la mensa e il centro d’ascolto, Antoniano ha accolto e dato sostegno a 1.172 adulti singoli e 101 famiglie, di cui 97 mamme, 53 papà e 184 bambini.
Dal 2012 Antoniano si occupa anche di accoglienza nelle sue 14 strutture per chi è senza casa, mettendo a disposizione alloggi e posti letto. Nel 2021 è stato offerta accoglienza a 119 persone. Infine, il Centro terapeutico di Antoniano offre aiuto a oltre 700 bambini con difficoltà fisiche e cognitive e alle loro famiglie.

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