“Conservare la sana tradizione e aprire a un legittimo progresso”. È la formula con cui la Sacrosanctum Concilium intende “favorire l’accesso dei fedeli alla ricchezza dei doni di grazia dispensati dalla sacra liturgia”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro. “Papa Benedetto XVI ha colto in questa dichiarazione d’intenti il programma di riforma dei Padri conciliari – ha sottolineato Leone XIV – in equilibrio con la grande tradizione liturgica del passato e il futuro, notando come non poche volte si contrappone in modo maldestro tradizione e progresso, mentre, in realtà, i due concetti si integrano: la tradizione include essa stessa in qualche modo il progresso”. “Il Concilio – ha spiegato il Pontefice – afferma la legittimità di tale progresso radicato nell’autentica Tradizione, distinguendo all’interno della liturgia una parte immutabile, perché di istituzione divina, da parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono variare, qualora in esse si fossero insinuati elementi meno rispondenti all’intima natura della stessa liturgia, o si fossero rese meno opportune”.