“Per i famosi reattori di quarta generazione, c’è la necessità di uranio arricchito ad un livello più alto rispetto a quello utilizzato nelle centrali convenzionali. È possibile utilizzare in parte il plutonio delle testate e in questo modo iniziare a convertire questi strumenti nati per il male, in forze produttrici del bene. Questa è una cosa ben nota gli addetti ai lavori, ma che non sa nessuno”. Lo ha rivelato Alessio Iuvara, vicepresidente Italian Nuclear Young Generation – Ain (Associazione italiana nucleare), intervenendo all’Università Lumsa in occasione dell’incontro “I giovani e il nucleare di pace” organizzato dal Comitato per una Civiltà dell’Amore – Odv con l’intento di mettere al centro del dibattito i giovani che guardano concretamente ad uso responsabile di questa fonte di energia. “Il tema è fondamentale e mette in evidenza tre questioni: gli sviluppi tecnologici, la pace e l’etica, di conseguenza il nostro atteggiamento, anche valoriale, nel rapportarci con l’accelerazione delle tecnologie e con la necessità d’indirizzarle verso il bene comune e quindi verso la pace. L’augurio è che questo incontro possa segnare dei punti di riferimento in quel percorso, sicuramente molto rilevante e complesso, che ci sta portando verso il futuro, che è nostra responsabilità disegnare e consegnare alle generazioni future. future. Come dico spesso mi piace pensare all’università e in particolare all’Università Lumsa come ad un luogo aperto al dialogo con la realtà e con le forze vive operanti nella società”, ha detto Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, portando il proprio saluto ai partecipanti.
“Noi vogliamo guardare al nuovo nucleare e portare avanti questa nuova narrazione basata sui numeri, non solo quelli che dicono che questa energia costa meno, ma anche quelli che confermano che la conversione può essere realizzata”, ha evidenziato nella sua introduzione Giuseppe Rotunno, presidente del Comitato per una Civiltà dell’Amore: “Questa è la sfida, dobbiamo e possiamo affrontarla. L’Italia è la culla della civiltà grazie al cristianesimo, siamo persone di idee diverse, però siamo uniti insieme nella forte convinzione dei valori cristiani che ci portano a fronteggiare le differenze, noi possiamo e dobbiamo avviare con i giovani questa battaglia con coraggio coinvolgendo l’industria e la politica seria”. Per Rosa Filippini, fondatrice di “Amici per la Terra”, “in questo momento, mentre il mondo sta esplodendo e l’uso della bomba nucleare è una minaccia utilizzata sempre più spesso, questa idea della riconversione mi sembrava un po’ ingenua. Poi ci ho pensato meglio ed ho capito che è assolutamente realistica, perché per una stessa finalità ha due obiettivi diversi: la dismissione della bomba e l’impiego diverso di una tecnologia a favore del benessere”. “Noi, come francescani, abbiamo nella nostra regola di vita l’impegno di lavorare per il dialogo e farci costruttori di pace, così come San Francesco che andò a incontrare il sultano. Rispetto a un mondo che non sa parlare di pace, noi ribadiamo l’importanza e l’impegno di essere portatori di pace. Per noi l’impegno è l’informazione a tutti i livelli e parlare di pace che è il presupposto per il disarmo e la conversione nucleare. Due temi che vanno di pari passo”, ha quindi aggiunto Silvia Sciubba, francescana secolare. Hanno portato il loro contributo all’incontro anche Dario Calzavara (Ground Control Holding S.r.l.), mons. Gianni Fusco (docente Università Lumsa), Gabriele Gusso (Giovani Universitari in Parlamento), Benedetto Delle Site (Movimento Giovani Ucid), Guglielmo Vacca (Comitato Nucleare e Ragione), Giuseppe Zollino (Azione), Paola Binetti (Udc) Roberto Marta (Democrazia Cristiana). Ha moderato Marta De Vivo, giornalista.