“È fondamentale prendere atto dei pericoli per la nostra società derivanti da una comunicazione ambigua e ingannevole da parte degli operatori del gioco d’azzardo e scommesse. Non possiamo tollerare che questa pratica diventi una via di fuga dalla precarietà economica e che i messaggi arrivino in fasce orarie protette, approfittando degli eventi sportivi più seguiti”: così è intervenuta Emma Ciccarelli, del Forum nazionale delle associazioni familiari, a margine della presentazione all’Agcom del documento condiviso con Alea e diverse Associazioni dei consumatori, sulle linee guida per la comunicazione sui giochi d’azzardo.
“Durante le partite di calcio vengono notificati ai titolari di un account di scommesse centinaia di inviti a puntare su episodi che possono occorrere durante l’evento. Ciò, come dimostrato da studi clinici, non è altro che l’attivazione di quel circuito neurologico che sfocia nella patologia – ha spiegato Maurizio Fiasco, presidente di Alea (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio) –. Dal 2018, da quando questa vera e propria pubblicità mascherata da esposizione dell’offerta commerciale è stata autorizzata dall’Agcom il volume delle scommesse è quasi raddoppiato: da 10,8 miliardi di euro a 19,1 miliardi, un incremento del 76,3%”.
“Insieme alle altre associazioni chiediamo a gran voce l’approvazione di una legge quadro su tutto il settore dell’azzardo che abbia come priorità la salute dei cittadini e non il profitto dei privati e dello Stato. È un costo sociale insostenibile”, ha chiarito Fiasco.
“Il gioco d’azzardo è una patologia che impatta a livello socioeconomico poiché devasta le relazioni affettive, riducendo le famiglie in povertà, con la conseguenza di favorire il sovraindebitamento e l’usura. Ciò va contro la Costituzione italiana perché la nostra Carta stabilisce che nessuna attività economica deve recare danno alla salute e alla dignità umana”, ha aggiunto Ciccarelli.