“Ancora morti sul lavoro, tre nella sola giornata di ieri a Lucca, Cavriago e Catania, più o meno nelle stesse ore e con modalità non dissimili riconducibili a schiacciamenti. Due dei lavoratori morti, a Lucca e a Catania, avevano trenta anni, il terzo qualche anno di più.
Si ripete ancora una volta un tragico copione: parole di cordoglio alle famiglie, sciopero sindacale, apertura di inchieste da parte delle procure competenti ma il problema insoluto è quello della prevenzione, del rispetto delle leggi, dei controlli che non possono essere solo a campione”. Lo afferma il Movimento cristiano lavoratori della Toscana che – avendo “fra le sue priorità la dignità e la sicurezza nei luoghi di lavoro” – “sollecita ancora una volta l’impegno del Governo, del Parlamento, delle Regioni, degli Enti statali competenti e delle Usl, a prendere atto di una tragica realtà e ad adottare finalmente una strategia comune e condivisa attraverso una cabina di regia a livello nazionale ed in ogni singola regione per far lavorare assieme tutti gli enti che hanno competenze in materia per portare avanti un’azione più incisiva e di ben più ampie dimensioni”. “Serve certamente più personale ma serve anche non frammentare l’opera di prevenzione e di controllo che oggi, alla luce del ripetersi di incidenti mortali, si dimostra sempre non efficace”, concludono dalla presidenza del Movimento cristiano lavoratori della Toscana.