In vista delle elezioni presidenziali del 31 maggio in Colombia, la Conferenza episcopale colombiana (Cec), in una nota pervenuta al Sir, indica alcuni criteri etici, sociali e pastorali per orientare il discernimento dei cittadini al momento del voto. I vescovi invitano a superare fanatismi, “messianismi personali” e polarizzazione politica, ribadendo che il voto deve fondarsi sul bene comune, sulla dignità umana e sulla ricerca della pace. “Il cristiano non vota per i ‘salvatori’, ma per programmi che rispettino la dignità umana, la giustizia sociale e la cura della casa comune”, affermano i presuli, ricordando che “il voto non è solo un diritto civile, ma un dovere morale”. Quattro i criteri indicati dalla Cec: la difesa della vita e della pace, con particolare attenzione alla protezione dei leader sociali e ambientali e al rispetto degli accordi con chi ha deposto le armi; la giustizia sociale, valutando i programmi per ridurre le disuguaglianze; l’etica e la trasparenza, privilegiando candidati di “comprovata integrità morale” contro la corruzione, definita “una cancrena che ruba il pane ai poveri”; il rifiuto della polarizzazione e della violenza verbale, che “impedisce l’amicizia sociale”. I vescovi invitano inoltre i fedeli a pregare per la pace e il discernimento degli elettori in vista della Pentecoste. In un messaggio ai sacerdoti, la Cec chiede infine di mantenere “imparzialità, prudenza, saggezza e autentico senso pastorale”, evitando atteggiamenti di parte che possano alimentare divisioni sociali.