Parlamento Ue: direttiva per tutelare le vittime di reato. La parola “aborto” per la prima volta in una legge europea

(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la nuova direttiva sui diritti delle vittime di reato, con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni. Si tratta di una riforma che aggiorna il quadro Ue del 2012 e introduce tutele rafforzate per chi subisce reati come violenze, abusi sessuali, stalking e crimini d’odio, fissando standard vincolanti per tutti i 27 Stati membri. Per la prima volta la parola “aborto” entra espressamente in una legge dell’Unione europea: nell’ambito della risposta integrata alle vittime di violenza sessuale, il testo prevede l’accesso a servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, che possono includere – ove legalmente disponibili e nel rispetto delle norme nazionali – “contraccezione d’emergenza, profilassi post-esposizione, test per infezioni sessualmente trasmissibili e accesso all’aborto”. Tra le novità principali figurano il riconoscimento rafforzato delle vittime particolarmente vulnerabili (incluse quelle di reati d’odio, minori e persone con disabilità), la tutela più stringente della privacy e la possibilità di denunciare i reati anche online. La direttiva prevede inoltre servizi di sostegno su misura basati su una valutazione individuale delle esigenze e introduce un numero unico europeo per le vittime, il 116 006, destinato a diventare operativo in tutti gli Stati membri, affiancato da canali digitali per fornire informazioni e indirizzare rapidamente ai servizi di assistenza.

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