“Nell’Ituri, le autorità sanitarie hanno registrato più di 500 casi sospetti di Ebola, ma è chiaro che nella comunità ce ne sono sicuramente molti di più. Le strutture di isolamento sono piene, per cui le persone non possono recarsi negli ospedali per ricevere cure. È troppo presto per stimare la portata di questa epidemia”. A parlare è Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (Msf) nell’Ituri, in Repubblica Democratica del Congo (RDC). “La priorità, in questo momento, è proteggere la popolazione, gli operatori sanitari e i pazienti – che si tratti di casi di Ebola o che abbiano bisogno di cure per altre patologie – sottolinea in una video dichiarazione -. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo intensificare le misure igieniche, implementare procedure di triage e aumentare in modo significativo il numero delle strutture di isolamento”.

Portrait picture of Florent Uzzeni, MSF Emergnecy coordinator in Bunia, Ituri Province, DR Congo (foto: Msf)
Ciò che contraddistingue l’Ituri, spiega, “è il fatto che si tratta di una regione remota nella parte orientale della RDC. I bisogni umanitari erano già significativi prima dell’inizio dell’epidemia. Ci sono diversi grandi campi per sfollati, in cui l’accesso all’acqua e all’assistenza sanitaria era estremamente limitato. Data l’attuale crisi, è molto difficile far arrivare sul posto aiuti umanitari o personale”. Finora Msf ha ricevuto medicinali, kit di protezione e per l’isolamento e 3.000 dispositivi di protezione individuale con 4 voli provenienti da Kampala, in Uganda: circa 180 metri cubi. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane arriveranno fino a 900 metri cubi – circa 200 tonnellate – di forniture dal centro logistico di Bordeaux. “Nelle prossime settimane, continueremo a intensificare i nostri sforzi creando centri di cura per l’Ebola e tracceremo i contatti per identificare i casi sospetti il prima possibile – prosegue Uzzeni -. Naturalmente, continueremo a curare tutte le altre malattie che non sono Ebola e vogliamo che le persone continuino a recarsi presso le strutture sanitarie. Sosterremo quindi queste strutture fornendo prodotti per l’igiene, aiutando nel triage e nella gestione del flusso dei pazienti e fornendo medicinali affinché possano continuare a prendersi cura della popolazione”.

Ebola (foto: Msf)