Diocesi: mons. Castellucci, “coinvolgere Dio nei conflitti armati strumentalizza il nome di Gesù”

“In un’epoca come la nostra, nella quale torna con prepotenza la follia della guerra, spacciata come soluzione dei problemi e fattore di progresso, ha preso piede in una parte del mondo la “teologia della prosperità”, basata su calcoli finanziari ed economici vantaggiosi solo per i potenti; una teologia che legittima i conflitti armati come parte dello sviluppo di una cultura”. Ad affermarlo è mons. Erio Castellucci durante l’omelia in occasione della festa di San Bernardino da Siena, patrono di Carpi. “Questa teologia avariata – ha aggiunto il vescovo -, vuole legittimare le guerre chiamando in causa il nome di Dio, che starebbe dalla parte del più forte. Papa Leone, con il suo predecessore, ha definito “bestemmia” il coinvolgimento del nome di Dio nei conflitti armati; e chi lo fa ritenendosi cristiano e strumentalizza quel nome di Gesù che Bernardino aveva divulgato come strumento di pace, opera contro il Vangelo e contro l’umanità”. “Non sappiamo – ma possiamo immaginare – che cosa direbbe oggi il Santo, se oltre a percorrere le piazze d’Italia si recasse all’estero, nelle capitali dei Paesi in guerra- ha concluso Castellucci -. Probabilmente Bernardino non crederebbe a ciò che vede e sente. Lui, uomo del Medioevo che si affaccia all’Umanesimo, avrebbe forse solo continuato a dirci che la pace è dolce e la guerra è ruvida, che la pace è il vertice del Vangelo e che conviene – in tutti i sensi, anche economico – a chi la costruisce”.

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