“Siamo davvero sicuri che il Pil sappia misurare ciò che tiene in piedi un Paese?”. Suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei, ha aperto con questo interrogativo il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, nell’incontro “Come cambia la sostenibilità sociale: inclusione, diritti, futuro”, dedicato al rapporto tra welfare, inclusione e diritti. “Ci sono cose che non entrano nei grafici economici ma senza le quali una società si spezza: la fiducia, la prossimità, la possibilità di non sentirsi soli”, ha osservato, mettendo in guardia dal rischio di società “economicamente sofisticate ma socialmente sempre più sole”. Per la religiosa, infatti, “le società non si reggono solo sui bilanci” ma “sui legami”, motivo per cui “una società che lascia indietro troppe persone non è soltanto ingiusta. È una società fragile. E una società fragile, prima o poi, diventa anche economicamente insostenibile”. Al centro dell’intervento il tema dell’8xmille, indicato da suor Donatello come “una delle più grandi reti di welfare partecipato d’Europa”. “Non nasce da una tassa obbligatoria. Non nasce dal mercato. Nasce da una firma”, ha spiegato, definendolo “una vera infrastruttura sociale del Paese”, perché “dietro quella firma non ci sono solo fondi. Ci sono comunità, persone, presenze quotidiane”. Citando progetti sostenuti attraverso i fondi Cei, la responsabile del Servizio disabilità ha ricordato che “ad Assisi alcuni giovani con autismo stanno facendo percorsi di stage che possono trasformarsi in assunzioni”, mentre “a Ravenna si è passati dalla semplice accessibilità alla partecipazione attiva”. “La vera sfida – ha concluso – è passare dall’accesso alla partecipazione”.