Diocesi: Cerreto Sannita, nasce la linea di shopper “StorieCucite” realizzate dalla Sartoria sociale “RiCuce”

(Foto iCare)

Nasce “StorieCucite”, una nuova linea di shopper realizzate dalla Sartoria sociale “RiCuce” della cooperativa sociale di comunità iCare della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti. Ideate e create dalle tirocinanti Ludovica ed Enza del Programma Gol, nato grazie ai fondi del Pnrr per favorire il reinserimento lavorativo tramite l’orientamento al lavoro e l’acquisizione di competenze, le shopper sono state assemblate, a gusto personale delle partecipanti, con ritagli di stoffe recuperate e scelte. Si conferma e ripropone anche per questi nuovi prodotti il tema del cucito e riutilizzo creativo, processo di trasformazione dei materiali cosiddetti di scarto, esaltando il lavoro, l’impegno e la creatività delle tirocinanti nella Sartoria sociale. Per info e prenotazioni di questo nuovo prodotto disponibile nello shop del sito web di iCare (icareinnovation.org), è possibile contattare il cell. 375 934 9722.
Con il progetto di Sartoria sociale “RiCuce”, iCare intende creare una catena che, partendo dal prodotto finito dei capi di abbigliamento, ne allunghi il tempo di utilizzo con modifiche ed aggiusti e, a fine vita, ne recuperi materia prima e seconda per la creazione di nuovi prodotti. Il progetto vuole sperimentare un processo circolare che incomincia nella fase di una raccolta selettiva diffusa di abiti usati, attraverso il coinvolgimento delle comunità. La sperimentazione, dunque, prevede la realizzazione di un processo di raccolta mirata di lavorazione che, attraverso il cucito creativo e il riciclo, possa effettuare anche l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza inserite nella rete antiviolenza locale e del partenariato. Il cambiamento che si intende realizzare impatterà a livello ambientale, con la riduzione del rifiuto tessile, a livello sociale, promuovendo nuovi modelli di consumo circolare responsabile, e a livello economico con l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Questo processo circolare si inserisce nel tessuto socio-culturale locale, andando ad impattare sulle dinamiche relazionali fra cittadini, Caritas e fasce deboli della popolazione nonché sul sistema di raccolta differenziata. Sono, inoltre, stati avviati percorsi di sviluppo delle competenze per donne fragili e percorsi di tirocini lavorativi, in collaborazione con il Cadm “Casa delle Donne” e una continua selezione di abiti e indumenti usati, non ritirati dalle persone bisognose, che vengono rigenerati.

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