“Intensificare gli sforzi diplomatici per una pace giusta, globale e duratura, fondata sul diritto internazionale”. Lo chiedono i vescovi dell’Unione europea in un documento che la Comece (Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea) ha consegnato in questi giorni alla presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea nel quale affronta anche la questione del Medio Oriente alla luce delle recenti escalation.
Il documento affronta diversi temi-chiave. Tra questi, la questione della “sicurezza” e della “difesa al servizio della pace”. I vescovi fanno riferimento in particolare all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia che “continua a infliggere immense sofferenze umane e a destabilizzare la sicurezza europea e globale”. Riguardo invece al Medio Oriente, i vescovi scrivono: “Pur riconoscendo la necessità di una maggiore preparazione e responsabilità in materia di sicurezza e difesa, l’Ue dovrebbe rimanere fedele alla sua visione fondante. Gli investimenti nella difesa devono essere necessari, proporzionati e adeguati e non devono avvenire a scapito degli sforzi volti a promuovere la dignità umana, la giustizia, lo sviluppo umano integrale e la cura del creato. La politica di difesa deve sempre rimanere chiaramente orientata alla pace”. Nel documento vengono affrontate altre questioni. Sulla migrazione, per esempio, i vescovi chiedono “il pieno rispetto dei diritti fondamentali, in particolare nelle procedure di screening, di accesso all’asilo e di rimpatrio”. Mentre sull’impegno della Presidenza per l’allargamento dell’Ue si afferma: “Questo processo non dovrebbe essere visto solo in termini geopolitici o economici, ma come un progetto di speranza e riconciliazione”.