“Cos’è oggi la dimensione para-religiosa che in qualche modo si forma all’interno di una realtà?”. È la domanda che si è posto Giuseppe De Rita, fondatore e presidente del Censis, durante il dibattito intitolato “abitare a Babele. Religione e infosfera”, che si è svolto ieri nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, a Roma. Una riflessione lunga, quella di De Rita, che, partendo dal concetto di verticale e orizzontale, ha toccato i temi del sacro e del santo e dei delle crisi che hanno colpito il mondo negli ultimi vent’anni. “Esistono due modi per uscirne: uno attraverso un software sempre più complesso, l’alto con una figura dal carisma singolare. L’uscita attraverso il software è normale, anche se la società non ha una la capacità di assorbire un software per risolvere tutto”, ha continuato De Rita. “Ciascuno di noi ha sempre, nella propria professione, nella propria vita, il sacro e il santo. La religione è la vera grande la sfida. Certe volte anche la nostra ansia di trovare il sacro ce lo ha fatto trovare nell’intelligenza artificiale”, ha concluso il presidente del Censis.