Elezioni amministrative: mons. Nerbini (Prato), “la città ha bisogno di una scossa. Il vescovo non ha, non cerca e non vuole candidati suoi”

“La città di Prato è attesa da un appuntamento importante: le elezioni amministrative per restituire alla comunità le istituzioni comunali. È auspicabile una partecipazione ampia, perché le cittadine e i cittadini devono essere i primi protagonisti della democrazia locale e della cura della comunità. La campagna elettorale è entrata nel vivo e i candidati e le candidate in corsa per diventare sindaco o consigliere comunale hanno il dovere e l’opportunità di proporsi e confrontarsi con chiarezza e correttezza, assumendosi la disponibilità di contribuire al bene della città”. Parte da queste considerazioni il vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini, per rivolgere un messaggio alla comunità cittadina che i prossimi 24 e 25 maggio rinnoverà la propria guida amministrativa. “Si tratta di un esercizio di democrazia, che se vissuto nel rispetto e con l’obiettivo di disegnare la Prato del presente e del futuro, non può che contribuire a dare un nuovo impulso e un nuovo volto a una città che ha bisogno di una scossa per guardare oltre ed essere protagonista del proprio avvenire”, osserva il presule, convinto che “famiglie, giovani, anziani, lavoratori, imprese, associazionismo e le tante realtà sociali della nostra città attendono con fiducia e speranza che Prato possa riprendere il proprio cammino potendo contare su amministratori capaci, affidabili e lungimiranti”.
“La nostra Chiesa – sottolinea il vescovo –, da parte sua, ha più volte richiamato l’attenzione su alcune priorità: le difficoltà del sistema economico, con particolare riferimento al comparto tessile; la complessa questione dell’immigrazione, che non può essere affrontata con slogan o semplificazioni; la necessità di rafforzare il tessuto sociale e il senso di appartenenza alla comunità; l’attenzione agli anziani, che richiede nuove forme di cura e prossimità; il tema della sicurezza, da intendersi non solo come percezione del rischio ma come recupero del territorio quale spazio di vita, relazione e aggregazione; infine, le prospettive offerte ai giovani, attraverso il lavoro, il volontariato, lo sport e luoghi di socialità capaci di prevenire marginalità e disorientamento”.
Mons. Nerbini ricorda poi, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza, “ho incoraggiato chi mi aveva manifestato vivo interesse per la nostra città ‘ad andare avanti con coraggio, con entusiasmo, nonostante tutto’”. “E lo ribadisco adesso che la campagna elettorale è entrata nel vivo e sono stati comunicati i primi nomi di coloro che hanno deciso di candidarsi a vario livello”, prosegue il presule, precisando che “la presenza in differenti schieramenti di candidati e candidate che provengono da esperienze e responsabilità ecclesiali dimostra senza ombra di dubbio che il vescovo non ha, non cerca e non vuole candidati suoi ma si rallegra di vedere fedeli adulti capaci di spendersi per il bene comune secondo la loro personale sensibilità, storia e tradizione”. “La Chiesa di Prato – conclude mons. Nerbini – guarda con attenzione a tutti coloro che scelgono di impegnarsi nella vita pubblica, valutandone il contributo esclusivamente alla luce dei valori cristiani che sanno esprimere e della loro capacità di operare per il bene comune e per l’interesse della comunità locale”.

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