“Il Crocifisso è segno di amore per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e gli abbandonati; è segno di riconciliazione tra Dio e gli uomini, e degli uomini tra loro”. Così l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia (Omi), mons. Gian Franco Saba, commenta la donazione e la collocazione di un nuovo Crocifisso nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano, da parte del contingente italiano di Unifil, dopo la distruzione a martellate del precedente simbolo cristiano ad opera di un soldato israeliano. Mons. Saba, in una dichiarazione resa al Sir, esprime “vivo apprezzamento ai militari del contingente italiano di Unifil, guidati dal gen. Diodato Abagnara e accompagnati spiritualmente dal cappellano don Ciprian Farcas, che hanno donato e collocato un nuovo Crocifisso, segno visibile di un servizio umile, diuturno e silenzioso a beneficio di tutti. San Giovanni XXIII – aggiunge l’arcivescovo castrense – ricorda che il Crocifisso, più che portarlo solo esteticamente sui petti, deve infondere in noi la fatica e la gioia dell’abbandono fiducioso in Dio”. “Con questo spirito – conclude – desidero rimarcare il mio sincero ringraziamento a quanti, con dedizione generosa e spirito di servizio, testimoniano ogni giorno la forza del Vangelo e la bellezza dell’abbandono fiducioso in Dio. La loro presenza silenziosa e fedele è un dono prezioso per la comunità”.